Tonno spiaggiato, di Matteo Martinez

Frank Matano continua la sua ascesa cinematografica con Tonno spiaggiato, e lo fa efficacemente, sempre sorretto da una comicità delicata, sincera, visiva – perché inscritta prima di tutto sul suo volto da bravo ragazzo – , che spesse volte vorrebbe prendere a prestito tratti comici dal tocco surreale di tanta cinematografia americana, con la stella protettrice di “Keaton-maschera malinconica” che campeggia dall’alto. Tuttavia, Matano proviene in parte da un altro mondo: figlio diretto del web, egli è effetto di quel fare ridere che si pone in stretto contatto con lo spettatore-navigatore esperto di likes e views, quell’unico giudice supremo che possa infine decretare la nascita o morte dell’influencer del giorno e sulla piattaforma di turno poiché tv, cinema e web stringono sempre più i nuovi adepti in una trama intricata di differenti rapporti, target e format, in un caos di prestiti e passaggi dove ciò che conta è assicurarsi la propria fetta giornaliera di seguaci.

Matano – visto di recente nei panni del coprotagonista dell’ultimo lavoro di Luca Miniero – è appunto uno dei prodotti più lucidi della generazione web stars: ne è cosciente anche il regista – qui al suo esordio al lungometraggio – Matteo Martinez, con il quale il giovane Frank mette a punto l’idea e la sceneggiatura di Tonno spiaggiato, quasi una summa – di certo meglio articolata e rifinita in ciò che la rende film e non più mero video su YouTube, a partire dalla scelta delle ottime musiche – di tutti i loro esilaranti sketch e scherzi, dai tempi di Vita Tra Coinquilini o Mago Matano, dei quali Martinez è stato unico autore e regista. La coppia di amici e colleghi riesce a sfruttare l’esperienza delle operazioni sul web, partorendo una commedia nel complesso semplice ma briosa che mixa bene elementi cartooneschi – le sitcom animate sembrano un punto di riferimento costante, con alcune gag che strizzano l’occhio alla famiglia Simpson – , grottesco e qualcosa da black comedy, poiché la coppia Martinez/Matano non ha paura di giocare e divertirsi sui temi più scottanti dei nostri tempi.

Il film parte – ma a rilento, senza svelare ancora i suoi “pezzi migliori” – con la storia d’amore sbocciata tra Francesco (Matano, appunto) e Francesca (Marika Costabile); sullo sfondo resta l’ambizione di lui di diventare un comico di successo, quand’anche ciò dovesse significare ferire e mettere a repentaglio il suo stesso rapporto con la ragazza, bersaglio facile e vincente – ma giusto per qualche chiletto di troppo – per animare la serata in un bar e condurre il nascente comico a ottenere gli applausi della folla e il contratto tanto agognato per un programma televisivo.
La storia finisce e Francesco/Frank si esibisce in un rocambolesco e fin troppo perseverante gioco alla (ri)conquista della ex ragazza, con tanto di visita a C’è videochiamata per te, dove al timone della trasmissione dai tratti familiari ritroviamo un bizzarro Eduardo De Filippi (Francesco Arienzo), accusato di essere non a caso “un copione di format”. Ma il meglio deve ancora venire: Francesco realizza, al funerale della nonna di Francesca, che l’unico modo per riavere un contatto con la ex sia proprio il doloroso momento del lutto, e pianifica – insieme all’amico Niccolò (Niccolò Senni), personaggio complesso ed enigmatico, posto in un contesto “alla Norman Bates” un po’ dissonante in questa atmosfera – quello che dovrà essere l’omicidio di un parente di Francesca. Sarà qui che entrerà in scena una super zia Nanna (Lucia Guzzardi), la vittima prescelta dai due killer improvvisati, dopo una serie di altri tentativi andati a vuoto, tra i quali un’esilarante serata in un locale gay con tanto di piume, rossetto e stereotipi omofobi tutti da deridere con leggerezza.

Fan sfegatata di Padre Pio e appassionata di maratone televisive di Miss Italia, grintosa, agile e sempre vivace – seppure con qualche spassoso preconcetto sui rumeni – , zia Nanna (con le irresistibili amiche) diventa il fulcro della comicità stessa del film, sconvolgendo i piani di Francesco (ora Padre Gesù) e aprendo la commedia a nuovi scenari – qualche volta si avrà l’impressione di tornare all’appartamento da incubo di Ben Stiller e alla sua guerra contro la vecchietta in Duplex (2003) – e gag sempre più surreali. Le fotografie ritoccate da Niccolò per convincere Francesca della morte dell’ex e il funerale con tanto di doppiaggio di Luca Ward sul “prete bengalese”, sono i picchi che sigillano nel modo più felice una commedia riuscita, che lascia ben sperare per questo cinema che attinge dai nuovi divi del web e si costruisce a partire dal gioco leggero sui cliché della società odierna.

 

Regia: Matteo Martinez
Interpreti: Frank Matano, Marika Costabile, Lucia Guzzardi, Niccolò Senni, Francesco Arienzo
Distribuzione: Vision Distribution
Durata: 90′
Origine: Italia, 2018