Tutto può accadere a Broadway, di Peter Bogdanovich

Nessuno può dire qual è il tuo posto. O il mio, o quello di chiunque altro. Ovunque ti sentirai felice, quello è il tuo posto!”, diceva Charles Boyer alla giovanissima Jennifer Jones nella sublime scena di Cluny Brown di Ernst Lubitsch che è stata la scintilla per concepire questo She’s Funny That Way. Inutile dire che per Peter Bogdanovich il posto dove sentirsi felici è il cinema stesso, i suoi colori e i suoi umori, le sue star e la sua memoria, i suoi fantasmi e le sue ombre… come se non fossimo mai usciti dal vecchio movie theatre di Sam the Lion, persi nel deserto di Anarene a piangere per L’ultimo spettacolo. Torna alla regia dopo più di un decennio il vecchio Peter, ma in fondo porta avanti un discorso coerentissimo lungo un’intera carriera (Saint jack, ….e tutti risero, Paper Moon, Ma papà ti manda sola?, Rumori fuori scena, Vecchia America) spesa attraversando Hollywood, i suoi generi e le sue formule codificate, su cui riflettere e riflettersi.

E allora: una giovane e affermata attrice (Isabella, interpretata dalla solare Imogen Poots) racconta il suo passato da prostituta sognatrice travolta dalla casualità del destino, come in ogni screwball comedy che si rispetti. L’angelo benefattore è qui un impacciato regista di Broadway (Owen Wilson) che vuole aiutarla a coronare i suoi sogni per poi non vederla mai più. Il giorno dopo, però, lei si presenta al provino di una commedia che lui dirigerà… e da qui scatta il classico meccanismo perfetto condito da esilaranti equivoci: un terremoto emotivo che travolge le due star della commedia (Kathryn Hahn e Rhys Ifans), il timido sceneggiatore e la sua nevrotica compagna psicologa (Jennifer Aniston) e molti altri personaggi che popolano questo microcosmo fuori dallo spazio e dal tempo. I fantasmi del cinema classico appaiono e svaniscono dietro Isabella, la animano e la colorano, la muovono e ce la fanno sentire come familiare. Perché Isabella è quel Cinema che illumina ogni sguardo: musa-e-prostituta, irresistibile oggetto-del-desiderio, deus-ex-machina involontaria su cui proiettare amori e sentimenti (in questo non dissimile dalla venere in pelliccia polankiana).

ShesFunnyThatWayEd eccoli ri-animarsi i fantasmi di Hawks e Cukor, Leo McCarey e Preston Sturges, Blake Edwards e Woody Allen, per finire con Ernst Lubitsch. Ovviamente Lubitsch. Ma tutto questo imponente immaginario pregresso non diventa mai mausoleo pietrificato da contemplare da lontano, bensì percorso lastricato di sorrissi declinati rigorosamente al presente di una continua “ricerca dell’happy end”. Il regista Owen Wilson non può che subire il fascino travolgente di questa musa bionda: come non ricordare i leggendari trascorrsi di Bogdanovich con Cybill Shepherd (che qui interpreta proprio la madre di Isabella…) sul set galeotto de L’ultimo spettacolo? E l’hotel dove la scombiccherata troupe alloggia, allora, diventa un corpo vivo che pulsa immagini, leggende, riti e miti della Hollywood classica, senza la minima pedanteria accademica e opponendo invece una filosofica e sacrosanta leggerezza. Print the legend è ancora la stella polare, come il maestro Ford ha insegnato tanto tempo fa al discepolo Bogdanovich che lo intervistava con riverenza. No. Non è ancora il tempo dell’ultimo spettacolo. Perché per fortuna sono sopravvissuti fragili rumori di scena e piccole lune di carta, che raccontino di una vecchia America esistita solo sul grande schermo dei nostri sogni. Tutto può accadere a Broadway è la semplice dimostrazione di come il cinema possa ancora configurare “il nostro piccolo posto nel mondo“, etereo e appassionato, fanciullo e colorato, come un’infinita ronde ophulsiana da cui proprio non vorremmo mai scendere. Bentornato Peter.

 

Titolo originale: She’s Funny That Way
Regia: Peter Bogdanovich
Interpreti: Owen Wilson, Imogen Poots, Will Forte, Kathryn Hahn, Rhys Ifans
Distribuzione: 01 Distribution
Origine: Usa, 2014
Durata: 93′