(Unknown Pleasures) Runner Runner, di Brad Furman

Nel corso degli ultimi dieci anni Hollywood ha rilanciato uno dei classici temi dell’epoca d’oro del cinema: il gioco d’azzardo. Una tematica che ha attratto i produttori cinematografici per la popolarità indiscussa che esercitano di alcuni giochi, per il fatto che il tavolo e le carte creano naturalmente tensione e si prestano a riprese che sono diventate ormai parte dell’immaginario collettivo. Icone del cinema si sono sedute al tavolo verde, da Paul Newman a Ben Affleck, passando da per Sean Connery e Dustin Hoffman, un elenco di attori che resterebbe sempre incompleto. Uno dei film che ha illustrato il gioco da una prospettiva nuova e contemporanea è Runner Runner del 2013 con Ben Affleck e Justin Timberlake che rispetto alle altre pellicole mostra la prospettiva del gioco online, del circuito dei casino online. Un settore che negli ultimi decenni è proliferato in rete, se visitiamo la lista dei nuovi casino del 2018 ci rendiamo conto facilmente di come il fenomeno si sia adesso spostato sul digitale e il film Runner Runner mette in mostra proprio il fenomeno dal punto di vista degli operatori del settore, attivi dalle isole offshore nelle quali ottengono la licenza per operare nei mercati più ricchi. Non a caso il protagonista Justin Timberlake è un reduce di Wall street, un altro topos molto sfruttato da Hollywood. Il film, poco conosciuto in Italia vale la pena di essere visto per il cambio di prospettiva che riesce a trasmettere allo spettatore, a differenza ad esempio di The gambler di Rupert Wyatt che invece si cala nella dimensione del ludopata.

Tra i tanti film dedicati a questo tipo di tematica, The Gambler di Rupert Wyatt è sicuramente uno dei più riusciti. Si tratta del remake della celebre pellicola anni settanta 40.000 dollari per non morire, diretta da Karel Reisz, interpretata da James Caan e Paul Sorvino. Nel remake del 2014 che doveva in un primo momento essere diretto da Martin Scorsese, troviamo Mark Wahlberg come protagonista. Si tratta di una pellicola caratterizzata da uno stile secco e duro, anche grazie alla sceneggiatura del premio Oscar William Monahan, che nonostante abbia modernizzato e reso più attuale lo script, ha restituito al meglio le atmosfere che avevamo molto apprezzato nel film originale.

La pellicola si incentra sulla figura del suo protagonista, Jim Bennett, il quale vive una doppia esistenza, quella di professore universitario scontento, di giorno, e quella di giocatore d’azzardo di notte. Come spesso avviene in questo genere di pellicole assistiamo a una prima fase di esplorazione della storia e del suo protagonista, mentre nella seconda parte del film vediamo come la vicenda svolta in modo abbastanza drammatico e caratterizzato da un ritmo asciutto e sincopato. Il merito della riuscita di questo film è da dividere equamente tra il cast, dove spicca un sempre bravo Mark Wahlberg e uno script con dialoghi realistici e avvincenti. Si tratta di un film per appassionati del genere e in particolare per quel nuovo cinema americano, che piace tanto ai mercati esteri, ancora più che a quello statunitense.

Il tema del gioco è una metafora di come la nostra vita sia costellata da successi e fallimenti, dove il fatalismo resta sovrano, così come il Carpe Diem. Uno dei protagonisti già nelle prime battute afferma: – La vita è una battaglia persa in partenza, tanto vale sbrigarsi, parafrasando un celebre aforisma dello scrittore satirico austriaco Karl Kraus.

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