Veleni, di Nadia Baldi

Due sorelle eccentriche e misteriose dominano l’ambiente rurale di un piccolo paese del Sud Italia: sono gli anni ’50, la Prima e la Seconda Guerra Mondiale hanno reso il centro privo di uomini e la loro aristocrazia le rende barocche sovrane della propria realtà. In questo contesto si inserisce la scomparsa del marito di una delle due, stimato psichiatra dal fare lascivo, e un figlio che, tornato all’ovile in età adulta, scoprirà gli animi più oscuri della sua rispettabile famiglia.
La regista Nadia Baldi mette in scena quella che è a tutti gli effetti un’opera più che singolare, ove la contrapposizione tra l’accuratezza visiva e una moralità deformata diviene chiave di una complessa struttura altisonante, enfatizzata fino al suo richiamo più sinistro.
Un mondo, quello delle due sorelle interpretate da Tosca D’Aquino e Gea Martire, privo di freni inibitori che si sviscera immediatamente e tocca man mano livelli di alta dissolutezza, accavallando incesto ed omicidio. Un contesto che il figlio di una delle due, tornato per i funerali del padre, aveva soppresso nella parte più oscura dei suoi ricordi e che ora deve rivivere con forza lacerante e distruttiva.
Veleni dipinge un’umanità sfaccettata che si inebria di dramma e caos interiore, sviscerando contrasti tanto ampi quanto insolubili che si disseminano come un veleno dagli effetti imprevedibili. Una forza che sfugge alle logiche e si macchia di elementi psicotici potenzialmente appartenenti a chiunque, laddove solo un freno inibitorio può celare tali meccanismi. Perso questo, l’esplosione incombe. Un’energia che giunge a minare ogni campo liberando la forza grottesca di una realtà sempre attuale. Così incombe il lato malinconico e tragico ma anche quello comico ed esilarante (qui affidato a Lello Arena, Roberto Herlitzka e Franca Abategiovanni), elementi che sfregano rumorosamente tra loro creando quella miscela distopica che permea l’ambiente. Uno scontro ad armi pare che non trova vincitori o vinti ma solo la prepotente furia di una surreale fantasia interiore che diviene padrona dell’esistenza.
La recitazione si afferma come altro connotato sopra le righe, apertamente teatrale, come forza destabilizzante a prova di un racconto dai toni accesi che necessita di un ulteriore contrasto estraniante.

Regia: Nadia Baldi
Interpreti: Roberto Herlitzka, Tosca D’Aquino, Lello Arena, Vincenzo Amato, Franca Abategiovanni, Giulio Forges Davanzati, Beppe Mannajuolo, Gea Martire, Marina Sorrenti, Annie Pempinello
Origine: Italia, 2017
Distribuzione: Draka Cinema
Durata: 90′