#Venezia75 – Doubles vies: Assayas e la rivoluzione digitale

Dopo avere visto a Cannes 2016 l’ultimo lavoro firmato da Olivier Assayas, l’enigmatico, attualissimo, stupefacente Personal Shopper – con cui, nonostante i fischi della prima accoglienza, il cineasta si è poi aggiudicato il Prix de la mise en scène – , avevamo scritto sull’opera: «Forse Personal Shopper è semplicemente una traccia di immagini con un’idea di mondo e un’idea del cinema. Al tempo dei nostri “padri” per queste cose si usava l’aggettivo geniale», così come il cineasta parigino era stato definito «il più grande regista francese vivente (insieme ad Audiard, Desplechin…)». Non ci sono dubbi nel ritenere Assayas un regista tra i più lucidi e critici in riferimento alle immagini e agli oggetti del contemporaneo: cineasta che ha saputo destreggiarsi con coerenza e amore nel cinema – come negli omaggi da metacinema – , mantenendo uno sguardo sospeso tra passato e futuro; ma prima di tutto, autore interessato al ritratto dei caotici sentimenti umani, ai disordini della vita e alle trasformazioni del mondo che viviamo o subiamo.

Assayas torna a percorrere le intuizioni alla base del suo ultimo successo, ma potremmo osare un collegamento più diretto con l’altrettanto “geniale” Sils Maria (2014), dove il discorso sul cambiamento e sulla difficile accettazione delle proprie fragilità si intrecciava mirabilmente a un sofisticato e straniante gioco di doppi e alla riflessione sul travolgente mondo di Internet: storie di una resa collettiva divenuta obbligatoria, alla stregua di quella reclamata dal tempo che passa, suo malgrado, per la protagonista Juliette Binoche.
L’ultima opera, con la quale il cineasta francese si recherà a #Venezia75 (in Concorso), si intitolerà Doubles viesNon Fiction è il titolo internazionale – e metterà di nuovo insieme, per la terza volta, Assayas e Binoche (L’heure d’été fu la loro prima collaborazione), ma in un intreccio da “commedia leggera” dove Binoche si calerà nuovamente nei panni di un’attrice di grande fama. La vicenda si svolge nel mondo dell’editoria contemporanea: il protagonista Alain (Guillaume Canet), un editore parigino di grande successo, entra in lotta con se stesso per adattarsi alla rivoluzione digitale in corso nel mondo della comunicazione moderna. Alain, in particolare, si troverà in disputa con Léonard (Vincent Macaigne), uno dei suoi autori di lunga data, a causa di un manoscritto che quest’ultimo gli ha sottoposto – incentrato sulla sua storia d’amore con una starlet – e sul quale l’editore nutre forti dubbi. Selena (Juliette Binoche), moglie di Alain e nota attrice di serie televisive, sembra essere dell’idea opposta a quella del marito.

La commedia (girata in francese) sarà, dunque, una riflessione alla Assayas sul tema del problematico adattarsi al mutamento della comunicazione (e al digitale), allo scorrere del tempo e alla trasformazione dell’industria stessa. Il racconto prenderà, con ogni probabilità, le sembianze di una serie di scambi e conversazioni intime tra i diversi personaggi, forse nella direzione di un film corale, caratterizzato dal dinamismo di battute e rapporti connaturato al genere.

Qui un video di anticipazione sul film da parte del regista, con alcuni momenti rubati durante le riprese:

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