12 anni schiavo: intervista a Chiwetel Ejiofor e Michael Fassbender

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Nominato a 9 premi Oscar, vincitore del miglior film drammatico ai Golden Globe, del miglior film ai BAFTA e definito come l’evento cinematografico dell’anno, 12 anni schiavo è il nuovo film di Steve McQuenn, in uscita il 20 febbraio. Tratto dall’omonima autobiografia di Solomon Northup, il film racconta di quest’uomo che da libero diviene schiavo e martire, venduto; sfruttato e allontanato dalla propria famiglia. Un film che «Mostra la complessità della schiavitù in un modo mai fatto prima. Non si tratta semplicemente di bianco e nero, vediamo gli effetti che ebbe sugli oppressi e sugli oppressori, che probabilmente non è mai stato fatto prima. E’ più complesso del rapporto schiavo-padrone» racconta Michael Fassbender (che nel film interpreta il perfido schiavista Edwin Epps) nella video-intervista proposta sopra. «Ho trovato che fosse una storia molto ricca, dettagliata, incredibile e forte. Alla fine è un film sull’amore. E’ un film su un uomo che ama la sua famiglia, e che cerca di tornare da loro» prosegue Chiwetel Ejiofor (2012, American gangster), nel film Solomon Northup, e vincitore ai BAFTA come miglior attore protagonista. Stessa categoria a cui è stato nominato agli Oscar del prossimo 2 marzo. La pellicola, distribuita nei cinema statunitensi a partire dal 18 ottobre 2013 ha guadagnato incassi stellari e si prospetta lo stesso successo in Europa. Si tratta di un film molto sentito dal regista stesso e dagli attori «quando ho ricevuto la sceneggiatura, che ho letto prima del libro, mi sono commosso e ho pianto» confessa Fassbender, un film che risveglia la memoria e scuote la coscienza, per far in modo che simili atrocità non accadano mai più.