13/4/2005 – Horror italiano al Trevi di Roma

Mario Bava, Lucio Fulci, Dario Argento, Antonio Margheriti, Riccardo Freda: autori il cui nome è da tempo oggetto di culto in Italia e all'estero. Registi in grado di muoversi all'interno del cinema di genere sfoderando una statura autoriale che non può essere messa in discussione. Accanto a loro a partire dalla fine degli anni sessanta altri cineasti che, sebbene amati soprattutto da appassionati e cinefili, non hanno contribuito in misura minore alla ricchezza di quella sorprendente produzione che spazia dal giallo al gore passando per la fantascienza. Una produzione in grado di garantire incassi considerevoli e di penetrare con successo il mercato estero. Merito di una visionarietà capace di travalicare culture specifiche perché legata all'immagine pura, alla rappresentazione estrema. Il cinema horror italiano ha infatti avuto il merito di spingersi in territori visivi nuovi, dove la forza delle inquadrature ha spesso sostituito il peso delle storie. Un limite se applicato ad altri generi, un risultato eccellente se rapportato ai film di paura e terrore. Questo primo capitolo di Rosso italiano, dal quale sono stati volutamente esclusi Bava Argento Freda Fulci, Margheriti e Avati che saranno oggetto di un successivo omaggio, indaga dunque quegli autori che in misura diversa hanno sviluppato questa tendenza alla visionarietà assoluta, qualche volta imitando il cinema americano, spesso invece anticipandone le linee.


Rosso italiano 1.
Cinema horror, fantasy e thriller

13-23 aprile
Cinema Trevi – Cineteca Nazionale
Vicolo del Puttarello,25