14/12/2004 – Cinema in difficoltà : stavolta l'Agis fa sul serio

Chiesta la convocazione dell'unità di crisi

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BANDO BORSE DI STUDIO IN CRITICA, SCENEGGIATURA, FILMMAKING

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A seguito del recente confronto con il ministero delle Attività culturali, in vista dei prossimi incontri con le regioni e le associazioni dei comuni e delle province (Anci e Upi) e in considerazione del sempre più preoccupante andamento parlamentare della legge Finanziaria per il 2005, l'Agis denuncia lo stato di crisi dello spettacolo e chiede l'immediata adozione di conseguenti iniziative del governo e del Parlamento.

Da subito, l'Agis sollecita la convocazione dell'unità di crisi sull'occupazione di Palazzo Chigi e l'adozione di un provvedimento governativo che individui misure urgenti per far fronte al gravissimo stato di difficoltà del settore, prima fra tutte l'introduzione degli ammortizzatori sociali – di cui il settore è attualmente privo – e che consenta al ministro Urbani di emanare con immediatezza le norme per disciplinare gli interventi del Fondo unico dello Spettacolo (Fus) per il 2005.
Infatti, la mancanza di norme amministrative per disciplinare il 2005, i sopravvenuti tagli al Fus nel 2004 ad attività ormai programmata e per lo più svolta, la ritardata erogazione dei contributi per l'anno in corso, gli ulteriori tagli al Fus per il 2005, il sempre più difficoltoso ricorso al credito, l'impossibilità di fare fronte con regolarità agli impegni verso il fisco e gli enti previdenziali per la mancanza della necessaria liquidità, stanno già avendo ripercussioni sulla progettualità e sul piano occupazionale, ed in particolare sul mantenimento dei circa 200.000 rapporti di lavoro attualmente in essere.

Forte della riconosciuta valenza culturale, sociale e pedagogica dello spettacolo, testimoniata di recente anche dalle più alte autorità dello Stato, l'Agis richiede, altresì, al Parlamento ed al governo di ripristinare a 500 milioni di euro il Fus per il 2005, e richiama l'esigenza di dare immediata esecutività al principio costituzionale di legislazione concorrente, attraverso incontri collegiali tra Stato, regioni, province, comuni e categorie, per la definizione dei futuri assetti normativi del settore e per fissare una necessaria fase di transizione quinquennale prima che la riforma entri a regime.

Non solo lo scempio dei tagli ai finanziamenti, una delle motivazioni della Vertenza Spettacolo promossa dall'Agis, configura un attentato alla libertà creativa e progettuale, ma la ricerca, la cultura, lo spettacolo, il turismo rappresentano l'area strategica di un intervento su cui costruire il futuro del Paese, l'unica vera risorsa ancora capace di creare economia e sviluppo e di salvaguardare l'immagine italiana nel mondo. Il governo, il Parlamento, le regioni, le province, i comuni si facciano, dunque, promotori dell'"eccezione culturale", affrancando l'investimento sulla ricerca e sulla cultura dal rispetto dei vincoli imposti dal Trattato di Maastricht, per realizzare un modello economico non più soggetto ad aleatorietà ed improvvisazione.

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