17° Festival del cinema europeo di Lecce – Giorno 3 – Giovani smarriti

Germania, Slovacchia e Lussemburgo sono stati gli stati protagonisti di questa terza giornata del Festival del cinema europeo di Lecce, oltre naturalmente ad una vasta serie di altre proposte tra cui gli omaggi ai registi polacchi Zanussi e Żuławski, a Christian De Sica e ad Elio Germano, ospite della giornata.

Tra i film in concorso per l’Ulivo d’oro Baby(a)lone di Donato Rotunno e The cleaner di Peter Bebjak.

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Baby(a)lone, uno dei rari film girati in lingua lussemburghese e tratto dal romanzo Amok di Tullio Forgiarini, segue le complicate vite di due adolescenti che si ritrovano a vivere in un contesto sociale – soprattutto scolastico – totalmente deviato e malato che fa sì che a 13 anni siano già venuti prepotentemente in contatto con droga, pornografia e violenza – tanto che, un po’ alla Breakfast club – i due protagonisti si incontrano a causa di una “punizione”. Il film di Rotunno riporta alla mente le “infiltrazioni” adolescenziali tanto caratteristiche di autori come Lanny Clarke o Harmony Korine, ma la sua “europeicità” gli permette di riservare, rispetto a loro, ancora un posto per la fantasia, nel netto contrasto tra città e natura, tra interno ed esterno, in spazi e inquadrature spesso molto ampie.

The cleaner invece segue la solitaria vita del protagonista che di mestiere rimuove i liquidi dei cadaveri e sterilizza i luoghi del loro decesso, fino a quando un giorno (in una reminiscenza kim ki-dukiana, Ferro 3) è costretto a nascondersi sotto un letto di una delle case in cui lavora a causa della curiosità e della permanenza superiore al tempo necessario. Da questo privilegiato punto di osservazione comincia a guardare la triste vita di una donna, costretta a prostituirsi per ripagare i debiti del fratello. Oltre che osservatore diviene salvatore della ragazza in un momento di grave pericolo di vita e questo gli darà successivamente il pretesto per mostrarsi. Nonostante il legame che si verrà a creare tra i due, in una situazione di degrado umano, la speranza e la scelta di cambiare appaiono sempre inevitabilmente distanti. Il film di Bebjak è mosso da una cupa azione musicata da Mozart, Shubert e Vivaldi rivisitati, accompagnati da un battito cardiaco che sembra attraversare l’intero film e che contribuisce ad aumentarne l’azione.

Per quanto riguarda la sezione Commedia europea, è stato presentato quest’oggi Heil di Dietrich Brüggemann, già regista di Via Crucis, film dal quale si discosta molto tecnicamente in quanto (quello) composto da quattordici inquadrature con macchina fissa, mentre questo caratterizzato da una estrema dinamicità, nella sceneggiatura, nel montaggio e nella grafica. Il film è una satira sui movimenti neonazisti dell’Est (soprattutto) tedesco e dei relativi cavalli di battaglia contemporanei, tra cui l’odio verso gli stranieri immigrati, rappresentato orgogliosamente in forma comica ma che però lascia lo spettatore non tedesco turbato, in certi versi anche infastidito dall’eccessiva perdita di senso dei protagonisti, nonchè dell’ostentato simbolismo nazista.

Nella giornata è stata presentata anche una carrellata di cortometraddi tra cui Al di là dello specchio di Cecilia Grasso, sul poco conosciuto mondo dei Drag King che permette alle donne di vestire letteralmente gli abiti maschili per riflettere su se stesse, sui valori e sugli stereotipi imposti dalla società.