2 fantasmi di troppo, di Nunzio e Paolo

Oltre a non avere un’idea precisa di comicità, il film tocca ogni tematica in modo superficiale e immaturo, senza sviluppare alcun tipo di discorso narrativo o registico, rendendo difficile supportare qualsiasi sospensione dell’incredulità.

Nunzio e Paolo sono due vecchi amici andati a vivere insieme dopo essere stati lasciati dalle mogli per via delle loro imprese lavorative fallimentari. Rimasti avvinghiati al loro modo di fare bislacco e strampalato, devono risarcire il proprio debito monetario a uno strozzino, chiamato Tracina, che li minaccia e prende in ostaggio il loro gatto. Decidono così, sfruttando le capacità tecnologiche di Nunzio, di farsi passare per medium; finché un giorno si ritrovano davanti due veri spiriti provenienti da tempi lontanissimi: Gilda e Cettina, le quali inizieranno a perseguitarli nel privato. La missione del duo è liberarsi di queste presenze che non vogliono lasciare la loro casa, ma col passare del tempo si crea una bizzarra complicità che porta i due ad affezionarsi e ricredersi su di loro – cercano persino di riportarle in vita.

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Non è la prima volta che il cinema italiano viene approcciato da un duo comico che, spostandosi dal teatro e/o dalla televisione, sbarca su al cinema senza averne i mezzi o le capacità; e questo è il caso di Nunzio e Paolo, qui divenuti anche registi dopo aver recitato nel loro primo film Non è vero ma ci credo di Stefano Anselmi, valendosi dello stile comico prettamente italiano degli ultimi due decenni. Com’è solito in queste circostanze, i due comici non paiono a loro agio né davanti né dietro la macchina da presa, mostrando profonde insicurezze che, partendo dalla scrittura, si riflettono sullo schermo sia nel lato attoriale che registico.

Nunzio e Paolo non convincono e non rispettano i tempi comici, affossando così un film che già di suo non funziona né a livello di messa in scena né di caratterizzazione dei personaggi e, soprattutto, non funziona a livello comico: la loro è una comicità sfiorita, appassita, sfogata con battute grottesche e artefatte.

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La scrittura si incentra interamente su gag che sperano di colpire gli spettatori più pigri, in uno stile comico che vuol essere in parte sarcastico e in parte erede dei peggiori Vacanze di Natale – come dimostra il personaggio, e conseguentemente performance, di Enzo Salvi, il quale ricicla le caratterizzazioni passate e che mai come adesso potrebbe dimostrare quanto oggi la sua comicità si sia fatta avvizzita e fuori luogo.
Il duo è immerso nel continuo dibattito tra antico e contemporaneo, sfidando in modo preoccupante e fastidioso i preconcetti moderni sociali – come il ruolo delle donne, verso cui vi è una – si spera – involontaria ripulsa verso i suddetti cambiamenti e inversioni di ruolo, dal momento che nonostante i buoni propositi di evidenziarne la positività vengono comunque ridicolizzate ed etichettate come “arpie”, persecutrici, calcolatrici, “tardone”.

La trama sembra quasi iniziare da dov’era finito il primo film, ricollegando i personaggi lasciati dalle mogli, e che continuano a fiondarsi in imprese disastrose. Qualche trovata sarebbe potuta essere interessante – come la macchina tecnologica che crea ologrammi dei defunti – ma di certo non basta qualche piccolo ingrediente, tra l’altro passato in secondo piano, per trasformare un’inclinazione in cinema. Oltre a non avere un’idea precisa di comicità, il film tocca ogni tematica in modo superficiale e immaturo, senza sviluppare alcun tipo di discorso narrativo o registico, rendendo difficile supportare qualsiasi sospensione dell’incredulità.

 

Regia: Nunzio e Paolo
Interpreti: Nunzio Fabrizio Rotondo, Paolo Vita, Enrica Guidi, Carlotta Rondana, Giorgio Gobbi, Enzo Salvi, Maurizio Mattioli
Distribuzione: Notorious Pictures
Durata: 89′
Origine: Italia, 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
1

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
4 (4 voti)
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