21 Gennaio: Sciopero Nazionale dei Meme
Il festival Memissima indice una sospensione simbolica per riflettere su come la realtà sia già meme, e il silenzio diventa l’unica forma possibile di critica nel mondo contemporaneo
Gli organizzatori di Memissima, il festival italiano dedicato alla cultura dei meme, hanno annunciato lo sciopero nazionale dei meme per la giornata di mercoledì 21 gennaio 2026. Un’iniziativa pensata per creare un momento di riflessione collettiva sul rapporto tra realtà, comunicazione e satira.
L’evento si è tenuto a Torino il 16 e il 17 gennaio di quest’anno, durante il quale Max Magaldi, direttore del festival ha affermato in un’intervista per Torino Cronoca:”Questo sciopero è un momento di riflessione collettiva del rapporto che s’instaura tra la vita reale, il modo di comunicare e il mondo satirico che utilizza la forma dei meme”.
La decisione di indire un momento di riflessione arriva al termine di quest’edizione del festival che si è conclusa con la mancata assegnazione del premio per il personaggio più memato dell’anno. Lo sciopero consiste in una pausa volontaria: per un giorno intero, creatori di contenuti, pagine social e community sono stati invitati a sospendere la produzione di nuovi meme.
Le motivazioni vengono chiarite dallo stesso Magaldi, sempre nell’intervista:“Quando uno vede che la realtà supera la fantasia e tutto diventa comico al punto che persino Trump ormai usa la forma del meme per comunicare, mostrandosi mentre defeca sui manifestanti, allora c’è qualcosa che non va.”
Per anni i meme hanno rappresentato uno strumento di commento sociale, politico e culturale. Attraverso immagini, testi brevi e ironia si raccontano eventi complessi in modo diretto ed efficace. Secondo gli organizzatori di Memissima, però questo meccanismo si è inceppato. Perchè ormai la cronaca quotidiana, amplificata dai social network e dall’informazione continua, produce eventi che sembrano già “meme” in partenza.
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Come osserva ancora Magaldi: “Ormai chi comanda si comporta sempre più come un clown, ma con un atteggiamento sempre più arrogante e sprezzante: allora tutto si confonde, chi comanda diventa un buffone, completando il cortocircuito.”
Questo gesto di protesta invita a riflettere sulla realtà che si sta vivendo e sulla funzione che hanno oggi i meme. Un ruolo che spesso va oltre l’ironia e l’intrattenimento, trasformandosi in sfogo emotivo, critica sociale.


























