3/19. Incontro con Silvio Soldini e Kasia Smutniak

L’incontro con il regista e la protagonista del film in sala dall’11 novembre

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3/19, il nuovo film di Silvio Soldini in uscita nelle sale l’11 novembre, è stato presentato in anteprima italiana a Roma. La storia ruota attorno alla figura di Camilla, una donna cinica e glaciale che ha un ruolo di spicco nell’alta finanza di Milano. Il punto nevralgico della vicenda consiste nel senso di colpa che divora Camilla per aver causato indirettamente un incidente che ha coinvolto due ragazzi di origine mediorientale, causando la morte di uno di essi. L’evento drammatico la porta a riflettere su sé stessa, cercando di comprendere l’identità dell’uomo deceduto e facendo emergere vecchi fantasmi del passato.

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In risposta a una domanda sul personaggio di Camilla, Soldini spiega che si tratta “apparentemente di un personaggio poco empatico”. Il fine ultimo della storia è “arrivare a far compiere a Camilla un viaggio interiore per giungere a una rinascita finale”. Si tratta di un film in cui gli opposti sono palesi, sostiene il regista. Gli punti principali che danno dinamismo al film sono la vita e la morte che appaiono come i veri protagonisti di 3/19.

L’attrice protagonista Kasia Smutniak sostiene che “Camilla è una donna che si sente realizzata, coinvolta in una Milano proiettata verso il futuro. Tuttavia si è rifugiata in un lavoro che non gli permette di dedicare tempo a se stessa e a chi gli sta attorno. Si tratta di un percorso di riscoperta attraverso la rielaborazione di un lutto che parte dalla perdita di sua sorella”. Per quanto riguarda l’esperienza sul set, l’attrice ha raccontato che il suo ruolo è stato influenzato sia dall’incontro con diverse avvocatesse, sia dal fatto che la rielaborazione del lutto è un tema a lei vicino. Inoltre aggiunge che preferisce essere guidata sul set dal regista, piuttosto che avere una preparazione già ben delineata a priori, affermando di non prendere in considerazione il metodo Stanislavskij durante la preparazione.

Soldini, oltre a manifestare il suo legame con il cinema di Bresson, svela l’influenza che il progetto Labanof ha avuto per la realizzazione del film,  un sito che elenca tutti quei deceduti di cui non si conosce l’identità. Ci sono persone ritrovate e seppellite senza sapere chi siano. Infine, il regista spiega che 3/19 esplora non solo la Milano dominata dalle logiche prive di scrupolo della finanza, ma viene fatta emergere anche “una metropoli nascosta, mostrando le mense destinate agli immigrati o l’obitorio”.

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