4 metà, di Alessio Maria Federici

Dal romanzo omonimo di Martino Coli, una commedia sentimentale che si mette in mostra e ci dice quanto questo cinema può essere fico, carino e tanto occupato. Ma la luce non si accende mai. Netflix

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Esiste l’anima gemella? C’è una terrazza su Roma, ma è meno affollata di quella del film di Scola del 1980. Dai due padroni di casa-narratori parte la storie che intreccia le vicende sentimentali dei quattro protagonisti che si sono conosciuti proprio in una serata organizzata da loro: Chiara, un’anestetista (Ilenia Pastorelli); Dario, un avvocato donnaiolo (Giuseppe Maggio); Giulia, una ricercatrice (Matilde Gioli); Matteo, collaboratore di una casa editrice (Matteo Martari). 4  metà = 2 doppie. Il film, tratto dal romanzo omonimo di Martino Coli (anche sceneggiatore) mostra infatti le due diverse combinazioni negli accoppiamenti. Chiara con Dario e Giulia con Matteo. Poi Chiara con Matteo e Giulia con  Diario. Come in Scola l’approfondimento è sui singoli personaggi e sulla coppia. Non c’è la politica di La terrazza, non c’è la disillusione generazionale. I protagonisti qui sono più giovani e nel pieno dei loro sogni ,tra amore e carriera, tra Roma e Lisbona.

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Si studiano tutte le mosse per sedurre, partendo dalle foto nei profili social per sentenziare che “soltanto gli sfigati chiamano”. Bicchieri di vino, le luci di Roma, mare o montagna, cane o gatto e carta igienica che si srotola dall’alto o il basso. 4 metà riprende il giochino alla Sliding Doors con due storie differenti. Qual è quella vera? Alla fine si è poco interessati a come andrà a finire. Perchè 4 metà esibisce i suoi giovani, carini e tanto occupati, che riempiono il film di frasi, teoremi sulla vita ma con cui non scatta neanche la minima empatia. Il film è così chiuso su se stesso e sulle vite dei protagonisti che non guarda un attimo fuori dalla finesta. Basta stare a casa, una notte di sesso e poi che si fa? Non si accende Netflix per vedere Stranger Things?

Federici propone altre soluzioni nella commedia sentimentale dopo, per esempio, in Stai lontana da me, Terapia di coppia per amanti e gli episodi di Generazione 56K. Il film si ferma prima della superficie, così già pronta per il pubblico Netflix, ma si spaccia profondo. I protagonisti, soprattutto quelli maschili, non risultano mai credibili. Ilenia Pastorelli appare fuori parte e solo Matilde Gioli riesce a dare un minimo spessore al suo personaggio. In più, in un film sulle possibili strade diverse che può prendere la nostra vita dopo un incontro con l’anima gemella, l’unico momento autentico è quello simulato con la finta scenata di gelosia di Chiara. Roma viene spacciata per magica ma invece è spenta, come tutto 4 metà, reso ancora più respingente dalle musiche dei Daiana Lou che avevano partecipato a X-Factor. Esibizioni vocali che vanno di pari passo a quelle narrative. Su quella terrazza alla fine si può anche non tornare. Meglio inventarsi una scusa per dare buca, magari tiriamo di mezzo il lockdown.

 

Regia: Alessio Maria Federici
Interpreti: Matteo Martari, Matilde Gioli, Giuseppe Maggio, Ilenia Pastorelli, Flavio Furno, Marta Gastini, Nicola Lagioia, Marta Malvestiti
Distribuzione: Netflix
Durata: 90′
Origine: Italia, 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
1.5
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Il voto dei lettori
3.05 (41 voti)
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