55.ma BERLINALE – Anticipazioni dal Festival del cinema di Berlino (10/20 febbraio 2005)

di Luca Acuti


 

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Un direttore visibilmente soddisfatto e di buon umore ha presentato martedì scorso (1 febbraio) il programma del 55° Festival del Cinema di Berlino (dal 10 al 20 febbraio).


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Un festival quest'anno privo di grandi produzioni americane e con un alta concentrazione di pellicole europee, soprattutto francesi e inglesi, e in cui però non mancheranno anche le star d'oltreoceano. Alla conferenza stampa si è parlato molto di mercato e di sinergie di produzione,  ma forse troppo poco di qualità. La curiosa composizione della giuria (Roland Emmerich come presidente e un Nino Cerruti decisamente fuori luogo) ha lasciato inoltre piuttosto perplessi gli addetti ai lavori.


Calcio, sesso e politica: così Kosslick ha sintetizzato i temi di questa edizione della Berlinale, che – come hanno tenuto a sostenere i responsabili delle varie sezioni – sarà anche un'edizione dei record con circa 350 film proiettati per il pubblico e 500 per gli addetti agli acquisti internazionali nella sezione European Film Market.

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La politica, aggiudicatasi negli ultimi anni un posto di primo piano al Festival, è presente soprattutto con film dedicati all'Africa. Su questo continente infatti si focalizza, trasversalmente a tutte le sezioni, l'edizione di quest'anno. Tra i film in concorso la tragedia del Ruanda è tematizzata in due film, Sometimes in April di Raoul Peck e Hotel Rwanda di Terry George, mentre nel film di apertura Man to Man del regista francese Régis Wargnier, Kristin Scott Thomas e Joseph Finnies impersonano due esploratori nell'Africa del XIX° secolo. Anche il conflitto arabo-israeliano è riuscito a farsi spazio nella sezione principale con Paradise Now di Hany Abu-Hassad, una pellicola che farà probabilmente discutere sulle ultime ore di vita di due attentatori suicidi palestinesi. Alexander Sokurov inoltre presenterà in Solnze (Il sole), parte conclusiva della sua trilogia sulla psicologia del potere, un ritratto dell'Imperatore giapponese Hirohito nei momenti cruciali della reggenza.


L'esplorazione del tema sesso si avrà tra gli altri con Kinsey di Bill Condon, sullo studioso della sessualità Alfred C. Kinsey, così come nella sezione Panorama con Inside Deep Throat  di Randy Barbato, documentazione sul film porno Gola Profonda.


Nel film tedesco in concorso One Day in Europe di Hannes Stöhr, infine, il calcio è al centro degli episodi che vedono turisti in città europee implicati in una serie di furti durante una partita della Champions League. Di calcio si parlerà anche in occasione della manifestazione "Shoot Goals! Shoot Movies!" con la presentazione di cortometraggi abbinati al Campionato del Mondo 2006 in Germania.

Per quanto riguarda il cinema italiano, si registra una scarsa partecipazione. Unico film in concorso l'opera prima Provincia Meccanica. Nel film di Stefano Mordini, Stefano Accorsi e Valentina Cervi impersonano una giovane coppia che cerca di vivere al di fuori delle regole dettate dalla società scontrandosi con la realtà della provincia (nelle sale italiane a partire dall'11 febbraio). Fuori concorso Tickets di Ermanno Olmi, Abba Kiarostami e Ken Loach, film a episodi su incontri casuali durante una lunga discesa in treno lungo l'Europa da nord verso sud. Nella sezione Panorama sarà presentato il film di Giuseppe Piccioni La vita che vorrei, mentre nel Forum (quest'anno particolarmente focalizzato sul cinema dell'Est europeo e sulla commistione tra le arti), verrà ripresentato il documentario di Laura Betti Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno. Come Omaggio a Carlo di Palma sarà proiettato nel "Berlinale Special" Deserto Rosso di Antonioni, mentre nella Retrospettiva (quest'anno dedicata a fotografia e scenografia con il motto "Production Design & Film": si potranno rivedere classici come E la nave va di Federico Fellini, La strategia del ragno di Bernardo Bertolucci, L'eclisse di Michelangelo Antonioni, Medea di Pier Paolo Pasolini.


Nonostante le molte star annunciate (tra gli altri Daniel Day-Lewis, Anjelica Huston, Keanu Reeves, Kevin Spacey, Gérard Depardieu, Cathrine Deneueve) che promettono la giusta dose di mondanità, si ha l'impressione che dal versante prettamente artistico non ci siano da aspettarsi grandi sorprese. Il merito di Kosslick in questi ultimi anni è stato certamente quello di aver svecchiato la manifestazione e di aver migliorato notevolmente l'accesso del pubblico grazie ad una organizzazione perfetta; c'è da sperare anche il livello qualitativo si riveli degno delle aspettative.