“In the Bedroom” di Todd Field

L’esordiente regista Todd Field punta subito in alto. Il suo sguardo mira
direttamente a scardinare le convenzioni e le dinamiche ordinarie dei rapporti tra esseri
umani per trasmettere un senso di sofferenza esistenziale

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Filmare i luoghi fisici, tangibili, concreti del dolore e della tragedia come fossero i luoghi dell’anima. L’esordiente regista Todd Field punta subito in alto. Il suo sguardo mira direttamente a scardinare le convenzioni e le dinamiche ordinarie dei rapporti tra esseri umani per trasmettere la sofferenza esistenziale che ci opprime e ci condanna ad essere lo specchio delle nostre peggiori paure e debolezze.
Si è parlato di un possibile parallelismo tra questo film e “La stanza del figlio” morettiana, ma si tratta di restare alla superficie del racconto cinematografico senza accorgersi della voragine abissale tra i due modi di penetrare la stessa materia attraverso l’occhio della mdp. In entrambi i casi si ha un microcosmo familiare con al centro una coppia di coniugi non più giovanissimi,apparentemente soddisfatti dello scorrere della loro vita, intaccati all’improvviso in questa aleatoria perfezione dalla morte. La morte della propria stessa carne, del figlio rappresentato nel passaggio spezzato tra la fase adolescente e quella adulta.
Ma se in Moretti la tragedia si compiva per l’ineluttabilità del caso e lo sguardo non poteva che farsi tutto interiore, intriso di pietas, trattenuta disperazione, spaesamento della propria identità, in Field i coniugi Matt e Ruth Flower, i loro corpi appesantiti e invecchiati verrano risucchiati dalla spirale cupa della vendetta e dell’odio. Alla costernazione muta di Moretti, si sostituisce il senso di minaccia che l’occhio di Field trasmette fin dalla prima bucolica inquadratura dove due corpi si inseguono, giocano al gatto e alla volpe sullo sfondo di un paesaggio incontaminato, quasi presagio della violenza in procinto di esplodere.
L’inquietudine viene mutata in un senso perenne di angoscia trasmesso da uno sguardo – gli occhi sgranati e intristiti di Marisa Tomei, quelli ansiosi e severi di Sissy Spacek, quelli ancora pieni di rimpianto e frustrazione di Tom Wilkinson – all’altro e di rimando allo sguardo dello spettatore fino al momento dell’esplosione, la morte, l’uccisione del figlio della Spacek e Wilkinson da parte dell’ex marito della Tomei.
Una morte a cui Field non dà visibilità, che viene chiusa nello spazio del suono di uno sparo che stordisce il timpano e stende un velo oscuro sulla nostra capacità di continuare a guardare. Nessun momento di catarsi o liberazione, non il pianto disperato, intimo, segreto, di Laura Morante. Il montaggio ellittico ci priva della possibilità di veder i Flower ripiegati sul proprio dolore. La pietas scompare completamente, il tempo cinematografico si distende nuovamente soltanto per far durare più a lungo recriminazioni di un inferno domestico tanto crudeli e compiaciute da essere svuotate di senso e valore.
La sola presenza dei corpi di Spacek e Wilkinson nella stessa inquadratura aumenta quel senso di angoscia, perché nel loro riflettersi l’uno nell’altro è possibile fissare e ingradire le zone d’ombra che addensano sui loro volti e che potranno trovare una simbiosi perfetta soltanto nel finale, avvolti nella semioscurità di una camera da letto, con il silenzio che ormai ha placato il rumore degli spari, il vento che soffia da una finestra socchiusa, una voce familiare che chiama per la colazione, il ritorno a una quotidiana normalità.
Titolo originale: In the Bedroom
Regia: Todd Field
Sceneggiatura: Robert Festinger Todd Field
Fotografia: Antonio Calvache
Montaggio: Frank Reynolds
Musica: Thomas Newman
Scenografia: Shannon Heart
Costumi: Melissa Economy
Interpreti: Sissy Spacek (Ruth Fowler), Tom Wilkinson (Matt Fowler), Marisa
Tomei (Natalie Strout), Nick Stahl (Frank Fowler), William Mapother (Richard Strout),
William Wise (Willis Grinnel), Celia Weston (Katie Grinnel)
Produzione: Todd Field, Ted Hope, Ross Katz, Graham Leader, Stephen Dembitzer
Distribuzione: Medusa
Durata: 130’
Origine: Usa, 2001

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