A Bigger Splash, di Luca Guadagnino

Lo sguardo di Guadagnino invita a un viaggio che è, semplicemente (ovvero con una costruzione pensata in ogni passaggio), passione per il cinema. Con un memorabile Ralph Fiennes

Il “mondo contadino”, i sentieri e i percorsi tortuosi che conducono a luoghi inaccessibili, da scoprire con la curiosità dell’esploratore, torna prepotentemente in A Bigger Splash, elemento sinuoso e sfuggente (come i serpenti che i personaggi cercano inutilmente di allontanare), e per nulla in contraddizione con la finzione estrema messa in scena, che accoglie vertiginosi tuffi e riaffioramenti nei meandri dell’erotismo, del melodramma, del noir, della musica. Quel documentario che Luca Guadagnino realizzò nel 2004 sulle colline tra la Liguria e la Francia, Cuoco contadino, abita come in una invisibile sovrimpressione il nuovo luogo, fatto anch’esso di natura selvaggia, ruvida, che chiede di inerpicarsi per essere rivelata, di-segnato dal regista in A Bigger Splash. Titolo inglese. Interpreti principali stranieri (con Ralph Fiennes in una performance memorabile). L’inglese come lingua principale. Perché Guadagnino è, dai tempi di The Protagonists, cineasta senza confini, che si nutre senza sosta della mai interrotta Immagi-Nazione descritta da Stan Brakhage.

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Quattro personaggi: Harvey Hawkes (Fiennes), produttore discografico; la figlia adolescente Penelope Lanier (Dakota Johnson); l’ex cantante rock Marianne Lane (Tilda Swinton), già amante di Harvey; Paul De Smedt (Matthias Schoenaerts), regista che, fra le altre cose, sta collaborando al progetto di un film in giro per il mondo del russo Victor Kossakovsky, e nuovo compagno di Marianne. Un posto unico, Pantelleria, tra la villa con piscina dove hanno trovato riparo Marianne, costretta a non cantare in seguito a una malattia, con la voce roca e quasi sempre silenziosa, e Paul, e i dintorni, quelle colline brulle, quei sentieri che portano a un ristorante stagionale del tutto particolare, quel mare vicino e lontano, quegli scorci di insenature che contengono specchi d’acqua segreti.

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ralph fiennes, tilda swinton e matthias schoenaerts in a bigger splashA Bigger Splash fa esplodere nel presente energie, desideri, misteri, tensioni sessuali, grovigli sentimentali che provengono dal passato, dalle memorie, dalle esperienze di tre dei quattro protagonisti, anche se la più misteriosa risulterà essere la lolita Penelope. Sei anni Marianne ha vissuto con Harvey. E da sei anni sta vivendo con Paul. Come un disco in vinile, dice Penelope, che contiene sei brani da un lato e sei dall’altro. Guadagnino gioca con grande intelligenza questa energia, incastra con fluidità i flash che visualizzano istanti delle vite precedenti di Harvey, Marianne e Paul, cerca con scatti improvvisi dettagli e si sofferma su totali facendo sempre vibrare i corpi, degli uomini e della natura. Si instaura una lotta fisica che non escluderà un omicidio. Mentre la pioggia, anch’essa intensamente fisica, penetra nella superba parte finale i capelli, i volti, gli abiti di un trio mélo-noir in auto verso l’aeroporto. Penelope sta partendo e sullo stesso volo c’è la bara con il cadavere del padre. La pioggia si intreccia con le lacrime, per la prima volta, della ragazza. E con le risate che infine si dipingono negli occhi e sui visi di Marianne e Paul. In un film che accenna anche a questioni d’attualità (i migranti, l’Europa, che avrebbero anche potuto non esserci, ma che non sono invadenti), è la tensione filmica del lavoro sui generi e sulle età del cinema a rimanere sempre al centro. Guadagnino non la dimentica mai. E con il suo sguardo luminoso e carnale invita a un viaggio che è, semplicemente (ovvero con una costruzione pensata in ogni passaggio), passione per il cinema.

Titolo originale: id.

Regia: Luca Guadagnino

Interpreti: Tilda Swinton, Ralph Fiennes, Matthias Schoenaerts, Dakota Johnson, Corrado Guzzanti

Distribuzione: Lucky Red

Durata: 120′

Origine: Italia/Francia 2015

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