A casa nostra, di Lucas Belvaux

Sta accadendo qui in Francia, nella nostra terra, ogni giorno, ed è impossibile non parlarne. A costo di diventare pedanti e faziosi, a costo di fomentare il dibattito sui social media e attirare le critiche feroci dei leader politici bisogna parlare della Francia di oggi, perché in fondo, al di là dell’intrattenimento, il cinema è anche uno strumento politico ed è giusto usarlo anche in questo senso per raggiungere quante più persone possibile. O almeno questa è l’idea di cinema di Lucas Belvaux, che proprio non riesce a rimanere indifferente a ciò che sta succedendo a casa sua, in Francia, proprio in questi giorni.  Alla vigilia delle elezioni presidenziali in cui Emmanuel Macron, fondatore del movimento liberal-socialista En Marche!, si scontra con la candidata di estrema destra Marine Le Pen, leader del Front National, Belvaux porta sul grande schermo A casa nostra, un ritratto tagliente della situazione politica contemporanea, che senza nascondersi dietro metafore e non detti si schiera apertamente contro il partito della Le Pen.


4164_1Il film si ispira al romanzo di Jérôme Leroy, Le Bloc, ed è ambientato in un distretto minerario nel nord della Francia, dove Pauline (Émilie Dequenne), un’infermiera autonoma, cresce da sola i suoi due figli e si occupa di suo padre, un ex metalmeccanico e militante comunista. Pauline è sempre disponibile con i suoi pazienti e per questo è molto amata nella sua comunità, al punto da essere avvicinata dall’emergente partito nazionalista, alla disperata ricerca di una figura rispettabile da candidare alle elezioni locali. La politica è un territorio completamente inesplorato per Pauline che, spinta da un’idea di rinnovamento della classe politica, accetta più o meno inconsapevolmente di entrare a far parte di uno schieramento di cui non conosce quasi nulla, specialmente i retroscena più oscuri. A guidare Pauline nella sua ascesa all’olimpo del partito nazionalista è Agnès Dorgelle, che non a caso ha gli stessi colori e lo stesso piglio arrogante di Marine Le Pen, mentre ad accompagnarla nella vita privata è Stéphane Stankowiak, un allenatore di calcio che di notte si trasforma in uno spietato squadrista neofascista. Stretta tra due fuochi, Pauline si lascia trascinare dalla corrente del partito, fino a che non scopre la realtà dietro l’apparenza e tutto il castello che si era costruita attorno le crolla addosso con una violenza inaudita.
569676-Copia-696x464Pauline è cieca all’inizio, così come tutti quegli elettori inconsapevoli, che cercano nel partito nazionalista una risposta alla crisi economica, ma Lucas Belvaux si assume la responsabilità di rivelare la realtà attraverso la finzione. Senza troppi orpelli di stile, il regista belga va dritto al nocciolo della questione in una messa in scena il quanto più possibile asciutta e chiara nell’esposizione del suo messaggio di denuncia. L’unico scopo della narrazione è colpire dritto al cuore il Front National di Marine Le Pen, ed è per questo che Belvaux libera il campo da tutto ciò che potrebbe distrarre lo spettatore dai costanti riferimenti all’attualità bruciante della Francia contemporanea, per realizzare un film iperrealista, ma allo stesso tempo incredibilmente efficace nell’esposizione dei fatti. E non è un caso che al suo debutto in patria A casa nostra sia esploso come una bomba, attirando su di sé l’attenzione dell’opinione pubblica e le critiche rabbiose del Front National. Ma ora che le elezioni presidenziali sono alle porte c’è più che mai bisogno di film come questo, per comprendere meglio una situazione politica i cui contorni talvolta si perdono nella distanza geografica, ma che attraverso lo sguardo inusuale del cinema appaiono più chiari che mai.

Titolo originale: Chez nous
Regia: Lucas Belvaux
Interpreti: Émilie Dequenne, André Dussollier, Guillaume Gouix, Catherine Jacob, Anne Marivin, Patrick Descamps, Charlotte Talpaert
Distribuzione: Movies Inspired
Durata: 118′
Origine: Francia, Belgio, 2017