A chi andrà l’Oscar alla Miglior Fotografia?

Quest’anno l’Oscar alla Miglior Fotografia è davvero incerto: cinque maestri della luce si contendono l’ambita statuetta in una gara molto serrata. Conosciamoli tutti

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BANDO BORSE DI STUDIO IN CRITICA, SCENEGGIATURA, FILMMAKING

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Durante la notte degli Oscar 2023 che si terrà al Dolby Theatre di Los Angeles la notte del 12 Marzo – QUI tutte le nomination – , cinque maestri della fotografia proveranno ad aggiudicarsi la statuetta. Tra i direttori della fotografia nominati troviamo James Friend che lavora al film Niente di nuovo sul fronte occidentale (2022), di Edward Berger. Il regista, insieme a Friend, sostiene di aver avvertito una notevole responsabilità nell’adattare una storia simile per il cinema. L’idea alla base dei due cineasti è quella di immergere lo spettatore nella prospettiva evoluzionistica del protagonista attraverso un’accurata ricostruzione storica. A tal proposito, James Friend ha dichiarato: “Sono innamorato delle fotocamere di grande formato e ho convinto i produttori a scegliere la ARRI Alexa 65 come nostra fotocamera principale. Non mi interessava puntarla su un campo di battaglia, ma usarla per descrivere l’esperienza com’era nei confini di una trincea, o sul retro di un camion, insomma il cameratismo”.

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Darius Khondji, uno dei più importanti direttori della fotografia iraniani, lavora invece al progetto di Alejandro G. Iñárritu, Bardo. La cronaca falsa di alcune verità (2022). Khondji ha spiegato ai giornali come sia stato importante il lungo confronto con il regista prima ancora di leggere la sceneggiatura. Da ciò, l’artista iraniano ha ricavato una sorta di etica del linguaggio visivo che ha dato vita alle lunghe e meticolose sequenze presenti nel film.

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Bardo. La cronaca falsa di alcune verità (2022)

Un altro lavoro raffinato è riscontrabile in Elvis (2022), di Baz Luhrmann. Qui, la direzione della fotografia è affidata a Mandy Walker che insieme a Luhrmann sceglie di utilizzare una fotocamera digitale allo scopo di ottenere uno specifico tipo di immagine. Successivamente, le immagini catturate sono manipolate attraverso obiettivi diversi, trucchi digitali e effetti di degradazione visiva al fine di rappresentare il viaggio di Elvis Presley da ragazzino fino alla maturità. La stessa artista australiana ha dichiarato: “A un certo punto, abbiamo pensato che forse avremmo girato su pellicola, ma ciò che abbiamo ottenuto da quella fotocamera digitale e l’integrazione con gli effetti visivi è stato molto più flessibile”.

Il regista britannico Sam Mendes torna al cinema con Empire of Light (2022) e qui incontra di nuovo lo straordinario direttore della fotografia e amico Roger Deakins. Il regista ha affermato che lavorare con Deakins è stato come ritornare al passato perché il direttore della fotografia è cresciuto realmente nel Devon, in Inghilterra, in una piccola città costiera simile a Margate, dove è ambientata la storia del film. A questo proposito Mendes ha affermato: “Il fatto che Roger amasse la sceneggiatura è stato particolarmente significativo per me, perché quel mondo gli è familiare…si è creato qualcosa di meraviglioso, noi abbiamo lavorato su film di tutti i tipi… apprezzo la sua opinione non solo come direttore della fotografia, ma come qualcuno che ha fatto parte di alcuni dei grandi film degli ultimi 30 o 40 anni”.

Empire of Light (2022)

Il film Tár (2022) si presenta con buon auspicio alla rassegna degli Oscar grazie alla collaborazione tra il regista Todd Field e il direttore della fotografia Florian Hoffmeister. Quest’ultimo ha dichiarato di aver trovato subito un’intesa con il regista e di avergli mostrato differenti obiettivi, tanto da far dichiarare allo stesso Todd Field: “Sembra tutto bellissimo, questo è un film con la F maiuscola”. Tár appare con una qualità senza tempo che mira al passato e dopo si spinge verso il futuro. Florian Hoffmeister prova a fornire una connessione tra l’era analogica e quella digitale attraverso uno sguardo immediato e viscerale.

Nonostante la caratura di tutti questi film, il verdetto premierà solo uno dei cinque lavori. Solamente durante la serata degli Oscar conosceremo il vincitore finale.

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