A Day, di Cho Sun-ho

Il loop temporale, il destino che lega tre personaggi. Tra action, thriller, dramma e revenge-movie. Ma la carica si esaurisce presto e il montaggio non può fare miracoli

Un chirurgo famoso considerato come una star, un autista un paramedico autista di ambulanza, un tassista. Qual è il legame tra questi  tre personaggi? I primi due rivivono ogni giorno la stessa situazione e fanno di tutto per evitare la morte rispettivamente della figlia e della moglie. Il terzo invece torna dal passato. Il loro destino è intrinsicamente legato e si ritrova in quell’incrocio con il semaforo dove è avvenuto l’incidente.

A Day, realizzato nel 2017, combina fantasy, thriller, dramma e revenge-movie e spinge sull’acceleratore nell’utilizzo del lopp temporale, ovvero la stessa giornata che si ripete all’infinito. Il risveglio sull’aereo, l’hostess che chiede l’autografo, il bambino che rischia di morire soffocato con una caramella, la conferenza stampa, il resto che cade al casello autostradale. Il film di Cho Sun-ho ripete la formula che ha caratterizzato alcuni celebri film segnati da lopp temporale, a cominciare da quello più famoso di tutti (Ricomincio da capo), per continuare con Source Code ed Edge of Tomorrow.

La carica della corsa contro il tempo dei due protagonisti, rispettivamente interpretati da Kim Myung-min (il protagonista, tra gli altri, di Into the Mirror e Pandora) e Byun Yo-han (Madonna), però si esaurisce presto. Cho Sun-ho, al suo primo lungometraggio si preoccupa essenzialmente di saper padroneggiare il meccanismo narrativo messo in gioco. Filma la stessa azione, come per esempio l’incidente, da più angolazioni, alternando i punti di vista. Punta a mescolare generi diversi ma si fa divorare dal suo compiacimento formale. Dell’action perde l’intensità, del dramma il dolore, l’incomprensione e la speranza proprio nel modo in cui parla di malattia, morte e nascita. C’è un video sullo smartphone del medico con la figlia che gli parla mentre si trovava in ospedale tre anni prima. Da lì emergono già dei limiti di scrittura nella superficialità in cui si crea il legame tra passato e casualità, spazio e tempo. A Day si affida visivamente a un lavoro, questo sì notevole, di montaggio, per riportare allo stesso punto, all’ora fatidica di mezzogiorno, lo stesso orario del grande western di Zinnemann con Gary Cooper. Anche qui, in definitiva, c’è la resa dei conti. Una volta che a quell’incrocio ci si è tornati dopo la quarta volta, si è già deciso di cambiare strada. E se sullo schermo lo rivediamo, stiamo già con l’immaginazione da un’altra parte, aspettando quelle soluzioni e quell’inventiva che però non sono mai arrivati.

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BORSE DI STUDIO IN SCENEGGIATURA, CRITICA, FILMMAKING – SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI


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Titolo originale: Ha-roo
Regia: Cho Sun-ho
Interpreti: Kim Myung-min, Byun Yo-han, Shin Hye-sun, Jo Eun-huyng, Han hee-yung
Distribuzione: PFA Films/Emme Cinematografica
Durata: 90′
Origine: Corea del Sud, 2017

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
1.8

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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