"Abduction – Riprenditi la tua vita", di John Singleton

AbductionStrano destino quello di John Singleton. Partito come enfant prodige del cinema afroamericano a inizio anni '90 grazie soprattutto al successo del violento e semiautobiografico Boyz 'n the Hood (con doppia nomination all'Oscar come regista e sceneggiatore), l'autore originario di Los Angeles ha preferito liberarsi film dopo film dall'eredità artistica e sociale di "nuovo Spike Lee", preferendo un profilo basso, da abile artigiano da cinema di genere. La reazione della critica all'orientamento filmografico di Singleton è stata così via via di inesorabile ostracismo, tradita da un cinema superficialmente catalogato come commerciale e minore rispetto alle aspettative iniziali. Sono in pochi però ad aver notato come Singleton nella sua umiltà sia riuscito a costruire un volume tecnico-linguistico, all'interno della sua opera, pregevole e di grande rispetto nei confronti del pubblico (non soltanto gli ottimi 2 Fast 2 Furious e Four Brothers, ma anche il semidimenticato L'università dell'odio). Allo stesso tempo,  il suo ci appare come un progetto filmico che non lesina l'ambizione – certamente non pacchianamente esibita, ma ben riconoscibile sotto traccia –  di mettere insieme l'umanesimo di un narratore morale con la sfacciataggine alimentare del prodotto di consumo, un pò come un altro cineasta afroamericano contemporaneo per molti versi vicino a Singleton come Antoine Fuqua (Training Day, Shooter, Brooklyn's Finest) .

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Abduction
è un action giovanilistico a tutta velocità, che sa alternare delicatezza romantica e improvvise esplosioni e accelerazioni che a tratti sfiorano la prorompente arroganza futurista dell'ultimo Tony Scott (Pelham 1-2-3, Unstoppable).
Nathan è un liceale come tanti in America. E' segretamente innamorato di Karen, la sua vicina di casa con cui in passato ha avuto una storia, finisce spesso con l'ubriacarsi nelle feste del weekend ed è perseguitato da un sogno ricorrente che racconta puntualmente alla sua psicologa, la Dott. Bennett. Un giorno scopre che una sua fotografia d'infanzia è stata inserita all'interno di un sito dedicato alle persone scomparse. Comincia così per lui il momento dei dubbi. Sono davvero i suoi genitori quelli con cui vive? chi è lui in realtà? Ben presto sulle sue tracce spuntano agenti della CIA e spietati mercenari dell'Est Europa. Nathan e Karen fuggono rocambolescamente, in cerca della verità sul presunto vero padre biologico. Tra scene di lotta dentro le cabine di un treno, inseguimenti mozzafiato e consuete varianti doppiogiochiste, Singleton trova il tempo di concedersi un finale intensissimo, dove il contatto di un abbraccio (impossibile) tra padre e figlio rimane un'impronta a distanza, un vuoto relazionale da cui ripartire in quanto assenza, che forse solo l'adrenalina di un cinema ipercinetico può colmare. Siamo lontani – per fortuna! – dagli ammiccamenti estetizzanti del danese Refn. Apparentemente Singleton gira "soltanto" un action-movie, accontentandosi di dire due o tre cose sulla famiglia, il rapporto padre-figlio e il tempo che non basta mai. E nel farlo lascia il segno. Lo diciamo senza vergogna: ci piace John Singleton.

Titolo originale: Abduction
Regia: John Singleton
Interpreti: Taylor Lautner, Alfred Molina, Lily Collins, Jason Isaacs, Maria Bello

Distribuzione: Moviemax
Durata: 110'
Origine: USA, 2011

12 commenti

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    E certo. Volete mettere quella faccia da minus habens di Lautner con Ryan Gosling! AH AH AH!!! Questo è uno dei film più brutti e ridicoli che mi sia capitato di vedere negli ultimi dieci anni, l'ho visto negli Usa qualche settimana fa. Piace pure a me Singleton, ma i tempi di Boyz in the hood e 4 brothers sono lontani. Ragazzi voi vi state suicidando con questi giudizi, letteralmente…

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    anonimo ti segnalo comunque che sentieri selvaggi su gosling ci ha fatto un profilo http://www.sentieriselvaggi.it/51/43804/Ryan_Gosling,_l-interprete_autore.htm , quindi il tuo AH HAHAHA non regge. per il resto il film non m'è sembrato affatto brutto… anche se Four Broth. era meglio

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    Anonimo, chissà quale anonimo sei. Forse la stessa persona vista la coerenza dei tuoi giudizi ahahah

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    trovo proprio triste, da parte di chi scrive su un sito, andare sui siti degli altri a commentare anonimamente. ma non vi vergognate? e soprattutto, siete così subalterni agli altri da doverci andare a scrivere commenti tanto per cazzeggiare? forse la redazione dovrebbe cominciare a limitare questa libertà anonima dei messaggi, e rendere questo spazio più qualitativo. Gli imbecilli dilagano, non dategli spazio!

  • francesco speroni
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    film apertamente e profondamente politico come tutta l'opera di singleton, che qui sintetizza greengrass e lambisce harlin (anche l'ultimo dell'inedito "five days of august"). gli ultimi 10 minuti di abduction valgono tutto il cinema di refn

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    Non vedo l' ora di vedere il Film, sarà sicuramente STUPENDO 🙂 … !

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    Parole sante, quelle di Zax. Queste cose andrebbero semplicemente ignorate, è vero. Però, quando si va su certi siti, i commenti sono interessanti quasi quanto gli articoli. Non che qui non sia così, ma c'è un accanimento tra il ridicolo e l'offensivo che di certo non giova a chi legge per informarsi, per approfondire, o per piacere. Ha senso dare spazio ai lobotomizzati?

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    L'accanimento è di chi parla continuamente di refn R.R. E 'lobotomizzati' forse sarete voi che sapete solo applaudire ciò che scrivono questi incompetenti

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    meno male che ci sta Anonimo a dirci chi sono i competenti che dobbiamo leggere. Come ti permetti? Io leggo e mi piace ma non vado sui siti che non mi piacciono a insultare, li ignoro. E allora vattene sui siti che ti piacciono, deficiente! E non è un insulto, ma una constatazione (gli manca qualcosa, dico sul serio! voi che dite gli manca…? hihihhih)

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    ee anonimo se devi provocare qualcuno vattene da un altra parte e se nn ti piace questo film chi ti ha detto di guardarlo taylor nn si sfotte -.-

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    perchè un anonimo competente perde il suo tempo a leggere dei non anonimi incopententi? Non compete agli anonimi stabilire canoni di competenza…rimani nel tuo anonimato competente, non ti degnar di noi pover lettori mortali e ignoranti, ma gurda e passa! (ci fai un fausto favore…)

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    hai ragione frank