A.C.A.B. (All Cops Are Bastards)

A.C.A.B.Interpreti: Pierfrancesco Favino, Filippo Nigro, Andrea Sartoretti, Marco Giallini, Roberta Spagnuolo, Domenico Diele


Origine: Italia, 2011
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 90'

Cobra (Piefrancesco Favino – Romanzo criminale, La sconosciuta, Saturno contro, Baciami ancora), Negro (Filippo Nigro – Le fate ignoranti, La finestra di fronte, Diverso da chi?, Oggi sposi) e Mazinga (Marco Giallini – Il siero della vanità, Non ti muovere, L'amico di famiglia, La bellezza del somaro) sono tre poliziotti che hanno più di 40 anni e militano nel VII Nucleo di Polizia, un reparto speciale mobile in prima linea contro ultrà, black bloc e No Tav. Sono uomini odiati, ma che hanno imparato anche a odiare. Vivono immersi nella violenza, che diventa lo specchio deformante di una società esasperata. Attraverso le loro storie vengono ripercorsi importanti episodi della cronaca italiana degli anni 2000 che si rifletteranno nel lavoro e nelle vite private di tutti loro. Nel momento forse più delicato delle loro esistenze si unisce una giovane recluta, Adriano (Domenico Diele), appena aggregata al loro reparto.

A.C.A.B. è  l'acronimo di 'All Cops Are Bastards', motto del movimento skinhead inglese degli anni '70, diventato negli anni un richiamo universale alla guerriglia urbana. La pellicola è stata tratta dall'omonimo libro di Carlo Bonini e diretta da Stefano Sollima, acclamato regista della serie televisiva Romanzo Criminale, che ora debutta sul grande schermo. Le riprese hanno avuto luogo a Roma per la durata di otto settimane. Il film è stato prodotto da Cattleya in collaborazione con Rai Cinema e co-prodotto per la Francia con Babe Films.          
Il film vuole essere «un viaggio all'interno di un mondo chiuso e controverso, quello del reparto mobile, guardato con distacco da tutto il resto della polizia e con sospetto e diffidenza dai cittadini. Sulla loro pelle, Cobra, Negro e Mazinga impareranno ad essere bersaglio, ma senza accettare lo status quo. Piuttosto saranno orgogliosi di avere il privilegio di contrastare la violenza, anche con la forza, ma la forza di essere Stato», dichiara il regista.

 

(M.C.)

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