Addio a Adrian Maben, regista del concerto Pink Floyd: Live at Pompeii
Il regista del famoso concerto dei Pink Floyd è scomparso il 28 ottobre 2025, rimane nella storia per la sua capacità di unire cinema, musica e archelogia, ancora celebrata dopo 50 anni
Il 28 ottobre 2025 è scomparso Adrian Maben, il regista di uno dei più famosi concerti rimasti nella storia della musica, Pink Floyd: Live at Pompeii del 1972. La stessa band lo ricorda così:“Adrian Maben che ebbe una lunga carriera […] È purtroppo scomparso. Le nostre condoglianze alla sua famiglia e ai suoi amici.”
Il regista scozzese ha realizzato pochi film nel corso della sua carriera, ma ha sempre cercato di combinare il cinema con l’arte e la musica. Il suo debutto cinematografico è avvenuto all’età di trent’anni proprio con il film-concerto dei Pink Floyd nei primi anni Settanta e oggi considerato un classico assoluto. In una intervista a Rolling Stone Maben racconta che l’idea di questo progetto gli è venuta quasi per caso, durante una visita a Pompei:“Ero solo e camminavo tra le rovine deserte, ho sentito il rumore assordante delle cicale, l’energia della natura che si faceva largo tra il silenzio del tempo e ho pensato subito ai Pink Floyd“.
La collaborazione con la band non è stata subito immediata, ha dovuto aspettare alcuni mesi prima di inizare a lavorare alle riprese, lo ha spiegato lo stesso regista:“Alla fine mi ha detto che la band non voleva avere niente a che fare con l’arte contemporanea, ma che se avessi trovato un luogo adatto avrebbero fatto un concerto davanti alle mie telecamere. E io ho detto subito Pompei”
Così in soli quattro giorni è stato realizzato il film di un concerto in cui non c’era nè palco, nè scenografie e tanto meno pubblico, una scelta inedita per l’epoca. Le immagini mostrano i quattro musicisti con i loro strumenti immersi nello spazio vuoto dell’anfiteatro, che entrano in contrasto ma allo stesso tempo in armonia con le rovine del sito archeologico. Maben è stato in grado di fondere la musica innovativa della band con le immagini del luogo e dei resti, come lui stesso ha dichiarato:“L’idea era usare Pompei come luogo di incontro tra arte classica e contemporanea. Non mi interessava vedere i Rolling Stones saltare sul palco, volevo che l’attenzione fosse concentrata solo sulla musica”.
Corso Laboratorio di Ripresa Video e Fotografia, dall’11 marzo

-----------------------------------------------------------------
Il regista negli anni seguenti è rimasto legato a Pompei che ha continuato a visitare periodicamente, nel 2015 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria, e l’anno seguente gli è stata dedicata nei corridoi dell’anfiteatro la mostra fotografica “Pink Floyd. Live at Pompeii. The exhibition by Adrian Maben”, più volte riproposta.
Tra i suoi proggetti figurano Monsieur René Magritte un documentario sul pittore belga, Helmut Newton: Frames from the Edge in cui il regista ha ritratto il fotografo durante il suo processo creativo. Nel 2003 ha realizzato il suo ultimo lavoro Hieronymus Bosch, un film sul pittore famoso del Trittico del Giardino delle delizie. Si tratta di opere sperimentali incentrate soprattutto sull’arte contemporanea e fotografia, che non hanno avuto grande successo nel cinema commerciale, ma che sono state molto apprezzate nei circuiti culturali, nelle gallerie e nel pubblico di nicchia. Le difficoltà nel trovare i finanziamenti hanno spesso limitato la loro diffusione. Inoltre, lo stesso regista ha ammesso che non ha mai ricercato la fama, preferiva realizzare opere in cui poteva far dialogare le immagini dei luoghi con la musica.
Nonostante siano passati più di 50 anni dal suo debutto il regista continua ad essere ricordato. In Italia ad aprile è uscito nuovamente il film concerto, ma questa volta in versione restaurata in 4K con il titolo Pink Floyd: Live at Pompeii MCMLXXII.



























