Addio al mangaka Kentaro Miura

Morto lo scorso 6 Maggio a causa di una dissezione aortica, Kentaro Miura, attraverso l’epopea dell’eroe maledetto Gatsu, ha creato un’opera-mondo sui molteplici stili ed immaginari del fantasy

Ci ha lasciato lo scorso 6 maggio, a 54 anni, Kentaro Miura, il leggendario mangaka autore di Berserk. La notizia della sua scomparsa è stata comunicata però solo ieri, dalla redazione della rivista Young Animal, che in un tweet ha dichiarato che l’artista è stato vittima di una dissezione aortica.

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Young Animal è la rivista sulle cui pagine trovava posto proprio Berserk, l’epopea dark fantasy iniziata da Miura nel 1989 e a cui, malgrado il suo impegno anche in altri progetti, è continuamente tornato fino alla sua morte. Ad oggi, Berserk, che vede al centro le avventure di Gatsu, un guerriero maledetto costretto a vagare in un mondo medievale violento ed oscuro per trovare la sua vendetta, conta di quaranta volumi e si prepara ad essere una delle opere incompiute di maggior successo dell’intrattenimento orientale.

Stilisticamente caratterizzato dal tratto dettagliato di Miura e da una regia visiva che ha puntato da sempre a porre l’accento sui momenti più crudi della narrazione, negli anni Berserk non ha solo riflettuto su libero arbitrio, etica, destino, rapporto con il male, ma è stato soprattutto il luogo in cui Miura ha modellato un’inedita, fluida sintesi tra immaginari diversi. Il manga, infatti, fa dialogare stilemi narrativi orientali (che si ritrovano nella caratterizzazione dei personaggi o nei momenti più dilatati, contemplativi del racconto) e lo stile high fantasy occidentale, che fa immergere il lettore in una versione distorta del tradizionale universo Tolkeniano la cui estetica è paradossalmente molto più legata al cinema (da L’amore ed il sangue di Verhoeven a Ladyhawke di Donner) che alla letteratura.

Sorta di opera-mondo che ha provato a riflettere sulle molteplici forme della rappresentazione del fantasy, Berserk forse non vedrà la fine della sua narrazione ma proseguirà il suo discorso sull’immaginario, disperdendo gli spunti raccolti da Miura in altri progetti che si muovono sulle sue stesse corde, come ad esempio è già accaduto con il lavoro di From Software e di Hidetaka Miyazaki sulla saga videoludica di Dark Souls.

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