Addio al nubilato, di Francesco Apolloni

Una commedia alla ricerca del tempo perduto, versione al maschile di Un figlio di nome Erasmus con un po’ di Una notte da leoni. Ma il risultato è sconfortante. Su Prime Video

Ci sono commedie che non riescono ad uscire dalla loro origine teatrale. Molte volte non si tratta di un demerito se il testo è ben scritto e i personaggi sono adeguatamente caratterizzati. Non è il caso di Addio al nubilato, tratto dalla pièce di Francesco Apolloni e adattato per il cinema dallo stesso regista insieme a Fabrizio Nardi presente nel film in un piccolo ruolo.

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Linda, Eleonora, Vanessa, Akiko e Chiara sono amiche sin dai tempi del liceo. Una volta, si sono giurate che “Anche tra 20 anni ci saremo sempre”. Ora gli eventi della vita le hanno separate. Linda è fotografa, Eleonora life coach, Vanessa un’aspirante attrice con un rapporto molto conflittuale con la figlia e Akiko seguace di Baba Yogi. Un giorno ricevono un messaggio da Chiara, che nel frattempo si è trasferita a San Francisco e si sta per sposare, che le invita al suo addio al nubilato. Si ritrovano così riunite in un hotel di lusso e iniziano una caccia al tesoro per trovare l’amica.

La struttura di Addio al nubilato non si discosta da un altra recente commedia al maschile che va alla ricerca del tempo perduto, Un figlio di nome Erasmus. Ci sono infatti i flashback ambientati nell’ottobre 1997, l’estate 1998 e aprile 1999 che mostra le cinque protagoniste adolescenti e che crea un ping-pong tra passato e presente.

Il modello può essere quello di una nostalgia ‘vanziniano’ e in particolare a Quello che le ragazze non dicono che mostra, con ben altro tono ed empatia, un’amicizia al femminile che continua a durare nel tempo. Addio al nubilato invece si riduce solo a una sfilda di sketch che può mettere in gioco la malinconia di Laura Chiatti, l’ironia graffiante di Chiara Francini, il cinismo di Antonia Liskova o l’astrazione di Jun Ichikawa e i risultati sono sconfortanti riuscendo a rendere piatta anche la presenza di Loredana Bertè che canta Non sono una signora. Si tirano in ballo Lorenzo de’ Medici e Una notte da leoni (più che un omaggio, uno svogliato compito copiato anche male), si cita Fellini attraverso un circo, viene rispolverato Ambrogio del famoso spot dei Ferrero Rocher. Il divertimento delle protagoniste è solo esibito ma non giunge mai a destinazione. I loro personaggi restano lì e neanche i maldestri colpi di scena raddizzano la situazione. In più, c’è anche un immagine di uno spogliarellista di colore colto da malore che viene inquadrato i mare su un canotto a forma di fenicottero rosa pronto per essere mandato a destinazione. Non è questione né di volgarità, né di trash, né di avere la mano pesante. Non ci interessa. Quello che resta è solo il nulla di una commedia esaltata e isterica.

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Regia: Francesco Apolloni
Interpreti: Laura Chiatti, Chiara Francini, Antonia Liskova, Jun Ichikawa, Nina Fotaras, Adrian Gaeta, Fabrizio Nardi, Thierno Thian
Distribuzione: Minerva Pictures/Prime Video
Durata: 90′
Origine: Italia, 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
1

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
2.5 (4 voti)
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