Al via a Udine il Far East Film Festival 20

Si aprirà domani, venerdì 20 aprile, la 20esima edizione del Far East Film Festival di Udine, che quest’anno si proporrà come una vera e propria fucina di nuovi registi e autori, i quali ci condurranno in un autentico “viaggio” tra le sempre interessanti e innovative opere provenienti dal lontano Est. Questa 20esima edizione del FEFF appare totalmente proiettata in direzione futuro: ci si chiede con coinvolgimento crescente quale sarà il cinema dei prossimi – imminenti – venti anni, quale il suo “nuovo” pubblico, i nuovi linguaggi adatti a esso, con la consapevolezza che la settima arte si trova già da tempo in una fase di mutazione e di duro raffronto con le piattaforme on demand. In programma 81 titoli complessivi, 55 i film in concorso dei quali ben 21 costituiscono un tesoro di opere prime o seconde; questi “Fab 21” saranno sottoposti sia al giudizio del pubblico, sia a quello di una giuria internazionale altamente qualificata: il produttore hongkonghese Albert Lee, il produttore americano Peter Loehr e lo sceneggiatore italiano Massimo Gaudioso, firma storica del cinema di Matteo Garrone. Ai tradizionali Audience Awards udinesi per il miglior film, il Gelso d’oro assegnato dal pubblico e il Gelso nero assegnato dagli accreditati Black Dragon, si aggiungerà quindi il Gelso bianco per la migliore opera prima o seconda (film provenienti dalla Sud Corea – il Paese più rappresentato con sei opere – seguito da Taiwan, Cina, Singapore e Thailandia e, infine, Filippine, Hong Kong, Vietnam e Indonesia).

Venerdì 20 è in programma un’Opening Night davvero memorabile, con il super action coreano Steel Rain (Woo-seok Yang2017) mai proiettato su grande schermo, poiché l’opera abita già da tempo nel perimetro invalicabile di Netflix; seguirà il dramma malesiano Crossroads: One Two Jaga (Namron, 2018). Memorabile sarà anche la Closing Night del 28 aprile, che riassumerà tutto il senso del FEFF 20: lo sguardo resterà, dunque, puntato verso il futuro con il thriller indonesiano Night Bus (un’opera seconda – Emil Heradi, 2017), ma nello stesso tempo resterà forte anche l’impronta del passato, con il restauro dello splendido Throw Down (2004) di Johnnie To (il secondo che impegna il festival e L’immagine ritrovata di Bologna). Il programma del FEFF 20 si propone come ampio e denso ventaglio di visioni, le quali operano su molteplici fronti differenziati: 11 cinematografie saranno coinvolte (Cina, Corea del Sud, Filippine, Hong Kong, Indonesia, Giappone, Malesia, Singapore, Thailandia, Taiwan, Vietnam); 5 saranno le anteprime mondiali, 13 le internazionali, 21 le europee, 3 le anteprime mondiali di film restaurati; 14 i titoli selezionati per Focus Asia, il project market del FEFF; 15 i professionisti selezionati per Ties That Bind (e 10 i progetti scelti), il workshop internazionale Asia-Europa (più di 150 i partecipanti, da 35 Paesi).
L’area cosiddetta del Visionario presenterà, invece, un programma ad hoc pensato per gli accreditati ma anche per il pubblico “regolare”: si andrà dalla retrospettiva sulla “regina” Brigitte Lin Ching Hsia alla piccola monografia su Ryuichi Sakamoto, senza dimenticare i colori dell’erotismo (ritornano i pink movies, ritorna la Pink Night) e i sapori asiatici. Per tutta la durata del Festival, infatti, il Visionario sarà anche la “succursale” udinese di Casa Ramen, celebre ristorante milanese diretto dal noto chef Luca Catalfamo, riconfermando ancora una volta una certa atmosfera di festa che accompagna il Festival.

Il 21 aprile verrà consegnato il Gelso d’Oro alla carriera alla grande attrice Brigitte Lin Ching Hsia, vera dea del cinema di Taiwan e Hong Kong, nonché musa di Wong Kar-wai nei suoi Hong Kong Express (1994) e Ashes of Time (1994), alla quale il FEFF dedicherà una retrospettiva con la quale ripercorrere parte della sua carriera. Un piccolo grande omaggio sarà, inoltre, reso al pubblico del FEFF: la prima europea di Cloud of Romance (Hung Lieh Chen1977), appena restaurato dal Taiwan Film Institute.
Brigitte Lin Ching Hsia sarà anche protagonista dell’apertura del Festival, venerdì 20 aprile, accompagnata dalla leggendaria produttrice hongkonghese Nansun Shi, nuovamente sul palco udinese dopo aver ricevuto il Gelso d’Oro alla carriera durante il FEFF 17 (in occasione della presentazione di The Taking of Tiger Mountain di Tsui Hark).

Mercoledì 25 aprile è in calendario l’attesa International Festival Premiere di Operation Red Sea, l’ultima – esplosiva – fatica di Dante Lam, super produzione China/Hong Kong (il budget più hollywoodiano gestito, finora, dal regista), incentrata sulle avventure della squadra d’assalto Jiaolong, punta di diamante dell’esercito cinese, e delle missioni ad altissimo rischio che è chiamata ad affrontare.

Per il Focus Asia, Project Market del Far East Film Festival dedicato al cinema di genere, saranno 14 i titoli selezionati come possibili “film di domani”, quindi con un forte potenziale di coproduzione e cofinanziamento; inoltre, saranno circa 200 i professionisti del settore inseriti all’interno di un ricco programma composto da panel, one to one meeting, proiezioni e momenti di networking che si svolgeranno nel corso del FEFF (dal 25 al 27 aprile).
Dal 24 al 28 aprile, si svolgerà anche la sessione italiana di Ties That Bind, il workshop di co-produzione Asia-Europa che quest’anno taglia il traguardo della decima edizione, riunendo professionisti asiatici ed europei nello sviluppo di progetti cinematografici.
Per la prima volta tutti i progetti selezionati per il workshop costituiranno una sezione collaterale del mercato e potranno così incontrare i numerosi finanziatori e distributori presenti nelle giornate di Focus Asia. La seconda sessione si svolgerà il prossimo dicembre a Singapore, all’interno della quarta edizione del Southeast Asian Financing Forum.
Sono 10 i giovani giornalisti asiatici ed europei selezionati – tra oltre 70 candidature da tutto il mondo – per la quarta edizione del FEFF Campus, il progetto formativo coordinato da Mathew Scott, firma storica della stampa internazionale. Sarà una vera e propria scuola di giornalismo che si svolgerà nei giorni del FEFF 20, ove si affiancherà alla pura didattica l’esperienza diretta, nell’ottica di uno scambio tra Oriente e Occidente. Il programma si concentrerà sull’arte della scrittura e includerà seminari e workshop.

Al FEFF 20 ci saranno, infine, tre eventi esclusivi in mostra3DPRK – Ritratti nordcoreani, progetto collaborativo tra il fotografo sloveno Matjaz Tancic e la galleria Koryo Studio di Pechino, specializzata in arte nordcoreana (dal 20 al 28 aprile al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, negli orari di proiezione); Ragazze cattive, una mostra personale a Casa Cavazzini – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea alla presenza dell’autrice coreana Ancco (dal 20 aprile al 13 maggio); un nuovo lavoro del ciclo Cinema Silencio realizzato da Yee Sookyung (3 minuti e 31 secondi di suoni da un film nord-coreano degli anni Settanta che fino al 2000 era proibito guardare in Corea del Sud), ove tagliando dialoghi e immagini, l’artista fa emergere microstorie, rumori e presenze nascoste nella sceneggiatura.

Il canale Rai 4 sarà, infine, main media partner del Festival udinese, e ne racconterà quotidianamente lo svolgimento sulle proprie pagine social. Negli stessi giorni il canale dedicherà al cinema asiatico una rassegna televisiva con alcuni dei film più rappresentativi proiettati nelle passate edizioni. Appuntamento, allora, da venerdì 20 fino a sabato 28 aprile, in prima o in seconda serata. Un evento speciale sarà poi dedicato alla chiusura del 28 aprile, quando sarà trasmesso – in seconda serata – in prima visione assoluta la versione restaurata del classico Made in Hong Kong (1997) di Fruit Chan, seguito dal cult di Sion Sono, Tokyo Tribe (2014).

 

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