Alberto Lattuada protagonista della restrospettiva del Locarno Film Festival 74

L’obiettivo è quello di mettere in luce le opere meno conosciute del cineasta milanese, che sperimentò coi generi, riuscendo a conciliare cinema colto e popolare

Dopo la nomina a Direttore Artistico ricevuta a novembre 2020, per la 74esima edizione del Locarno Film Festival (4-14 agosto 2021) Giona A. Nazzaro ha scelto di dedicare la Retrospettiva al cinema italiano di Alberto Lattuada, che sarà curata da Roberto Turigliatto. L’evento esplorerà interamente la filmografia del cineasta milanese, definita dallo stesso Nazzaro come “appassionata, ricca e stratificata”, con l’obiettivo di mettere in luce anche e soprattutto le opere meno conosciute di un autore poliedrico e complesso, che è riuscito a conciliare cinema colto e cinema popolare, sperimentando coi generi, ma conservando sempre il proprio sguardo anticonformista.

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Laureato in architettura, Lattuada si appassionò al cinema e alla fotografia durante gli anni dello studio, collaborando come critico all’organizzazione di rassegne cinematografiche. Nell’immediato dopoguerra, contribuì poi, con altri registi, a fare della sala cinematografica un luogo di partecipazione civile, politica e morale. La passione cinefila lo porterà ad essere tra i primi promotori della raccolta di film che andrà a costituire la Cineteca di Milano, fondata nel 1947. La sua iniziale adesione al Neorealismo si mantenne sempre aperta alle contaminazioni e alle influenze del cinema di genere hollywoodiano, coniugando le radici colte della propria formazione con l’interesse per le narrazioni popolari. Durante la sua carriera, Lattuada ha collaborato con Fellini, Soldati e Poggioli e lavorato con attori come Ugo Tognazzi, Renato Pozzetto e Virna Lisi, scoprendo anche giovani esordienti come Catherine Spaak, che ha diretto in Dolci inganni (1960).
Dall’esordio nel 1943 con Giacomo l’idealista, a cui sono seguiti titoli di rilievo come Senza pietà e Anna, fino all’ultimo film Una spina nel cuore del 1986, ha spaziato dal poliziesco al mélo, senza tralasciare gli adattamenti letterari (Venga a prendere il caffè da noi, 1970) e prestando sempre maggiore attenzione all’individuo e alle connotazioni sociali delle proprie opere, fino ad approdare agli sceneggiati e ai film per la TV, mosso da una ricerca curiosa e inquieta che gli ha permesso, in quarant’anni di carriera, di sperimentare e rinnovarsi continuamente.

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Per accompagnare il pubblico del Locarno verso la Retrospettiva, nelle prossime settimane sarà inaugurato un evento collaterale dal titolo “Verso Lattuada” che si protrarrà per tutti i mesi successivi, durante i quali sui canali social del Festival verranno pubblicate delle video pillole realizzate con la collaborazione di studiosi, esperti e personalità del cinema italiano che maggiormente si sono confrontati con l’opera di Lattuada, in modo da raccogliere spunti di riflessione e punti di vista che apriranno poi il dibattito dal vivo che si svilupperà ad agosto. Protagonisti dei primi due appuntamenti di febbraio saranno i critici cinematografici Paolo Mereghetti e Maurizio Porro.

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