Alessandra – Un grande amore e niente più, di Pasquale Falcone

Sempre sullo stile della commedia romantica italiana, Pasquale Falcone realizza un prodotto a basso budget, che a tratti si trasforma in ibrido tra musical e soap opera

Alessandra – Un grande amore e niente più è l’ultimo lungometraggio di Pasquale Falcone, che prende il titolo dalla canzone di Peppino di Capri, che vinse il Festival di San Remo nel ’73. Qui tra l’altro Peppino la riadatta e la canta sul finale.

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Sempre sullo stile della commedia romantica italiana, Falcone realizza un prodotto a basso budget, che a tratti si trasforma in ibrido tra musical (alla Mamma Mia!) e soap opera. Racconta di figli e genitori, ma anche di due storie d’amore, che s’intrecciano nel corso di tre generazioni. Tutto inizia nel 1995, quando Francesca e Roberto, appena adolescenti, si innamorano. Pare che il loro sia uno di quei rapporti speciali, che durano per una vita, ma che sono anche destinati ad incontrare mille ostacoli. Poco dopo infatti i due si separano, quando Francesca scopre di essere rimasta incinta. E Roberto, che non si sente pronto a diventare padre, se ne va. Ma una cartomante aveva predetto che il loro è un amore speciale e di sicuro non sarebbe finito lì.

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Poi c’è un salto di 25 anni e la storia prosegue attraverso due prospettive diverse. Da una parte c’è Francesca, che ha trascorso quegli anni crescendo sua figlia, Alessandra. Dall’altra c’è Roberto, anche lui si è rifatto una vita, si è sposato e ha avuto un figlio, Valerio. Dopo la morte della moglie però si è rifugiato in solitudine, per il rimorso di non aver mai cercato Francesca e di non essersi preso alcuna responsabilità nei confronti di sua figlia. A ricongiungerli tutti sarà, come aveva predetto la veggente, il destino e un’isola. Da qui in poi la storia si sposta su Alessandra e Valerio. Lei musicista, lui studente, si incontrano quasi per caso in una località balneare, dove Alessandra deve dare un concerto. C’è subito intesa, ma nessuno dei due sa nulla dell’altro.

Peccato che non venga così naturale immedesimarsi nei protagonisti. Le loro relazioni, che dovrebbero essere “speciali”, non hanno un vero sviluppo nel corso della narrazione, ma sembrano sorrette solamente da frasi d’amore che ripetono concetti idealizzati. E’ vero, ci sono diversi elementi che rendono questa storia “favolesca” – ad esempio quando, all’improvviso, i personaggi cantano e ballano costruendo coreografie corali, come se d’un tratto il film volesse prendere la direzione del musical – ma è una commistione di generi che riesce a spezzare il tono melodrammatico del racconto solo per pochi sprazzi.

Regia: Pasquale Falcone
Interpreti: Sara Zanier, Sergio Muniz, Eleonora Facchini, Antonio Apadula, Giacomo Rizzo, Pietro De Silva
Distribuzione: Pragma
Durata: 90′
Origine: Italia, 2020

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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