All My Life, di Marc Meyers

All My Life è la trasposizione di un dramma romantico vissuto da una giovane coppia nel 2015, che non riesce ad andare oltre l’idealizzazione del sentimento amoroso.

Il regista statunitense Marc Meyers, dopo aver diretto il remake de Il capitale umano, ritorna dietro la macchina da presa con la trasposizione cinematografica di una vicenda realmente accaduta. All My Life si ispira alla drammatica storia d’amore tra Jennifer Carter e Solomon Chau. Una giovane coppia spensierata, pronta a organizzare un matrimonio in grande stile, investita all’improvviso dalla notizia di una grave malattia diagnosticata al futuro marito, in  seguito a un forte dolore addominale. Si tratta di un tumore in fase terminale. I due futuri sposi, determinati nel loro sogno di convolare a nozze, hanno prso la decisione di aprire una raccolta fondi, riuscendo a organizzare il matrimonio in poche settimane.

Il film è un esplicito inno all’amore. Un sentimento che All My Life non nasconde, idealizzandolo a tal punto da travalicare i confini della morte, per diventare qualcosa di eterno. Tuttavia l’opera nella sua linearità non presenza particolari guizzi, rimanendo fin troppo ancorata alla storia originale, senza aggiungere nulla di nuovo. Il film si divide in due fasi ben distinte: la parte iniziale che mostra la convivenza felice dei due giovani, e una seconda parte più drammatica che tuttavia non riesce a smarcarsi da una stucchevolezza di fondo marcata, che presta il fianco a grandi dosi di sentimentalismo autocompiaciuto. L’attrice Jessica Rothe trova dimestichezza nel ruolo che gli è stato assegnato, anche grazie alle partecipazioni a film che rientrano in questo filone romantico, come La La Land e Lestate addosso, trovando un’ottima chimica con il suo partner virtuale Harry Shum.

All My Life rimane in superficie e tratta la malattia in modo scialbo. Il cancro viene utilizzato più come uno strumento, un macguffin di hitchcockiana memoria utile a far svoltare il contesto narrativo. Nell’alter ego di Solomon Chau non si vede una trasformazione radicale a seguito della notizia della malattia. Le dinamiche tra la coppia rimangono pressochè identiche a ciò che veniva mostrato all’inizio, escludendo qualche piccolo contrasto ben poco enfatizzato.

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BORSE DI STUDIO IN SCENEGGIATURA, CRITICA, FILMMAKING – SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI


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Un’opera con scarsi contenuti che si propone di essere come un semplice manifesto sulla forza immutabile dell’amore.

Titolo originale: All My Life
Regia: Marc Meyers
Interpreti: Jessica Rothe, Harry Shum, Kyle Allen, Mario Cantone
Distribuzione: Universal Pictures
Durata: 91′
Origine: USA, 2020

 

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
1.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
3 (1 voto)
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