Almost Nothing. Cern: la scoperta del futuro, di Anna de Manincor (ZimmerFrei)

Almost Nothing” può essere tutto o niente. Una particella elementare in accelerazione, un’immagine ferma, la differenza tra materia e antimateria, un attimo sfuggente o una storia infinita. Oppure, il nostro posto nell’universo. Più che cercare di definire qualcosa, o semplicemente capire ciò che abbiamo appena visto, dopo la proiezione del film Almost nothing – CERN: experimental city – un’immersione dentro il CERN, l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare e il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle – la regista italiana Anna de Manincor invita i presenti al Cinema Méliès a chiudere gli occhi, sentire il movimento delle macchine che contengono la storia invisibile dell’umanità e farsi delle domande senza per forza cercare risposte. Il documentario è parte della sezione PerSo Cinema italiano del Festival – accanto ad altre produzioni come Country for Old Men, Happy Winter, Imma, Lorello e Brunello e Pagine Nascoste – e propone uno sguardo su di una comunità scientifica attiva che lavora in silenzio, dove sono nate alcune delle innovazioni tecnologiche più importanti per l’uomo, come l’acceleratore di particelle ATLAS e il vero e proprio Internet. Scoperte che, secondo i racconti degli scienziati, “probabilmente sono state fatte in mezzo una chiacchiera informale nella caffetteria del CERN”.

Nato da un lavoro di ricerca di quattro anni – insieme al collettivo ZimmerFrei Almost nothing è un corpo cinematografico ancora vivo, un viaggio incompiuto che si contrae e si accelera come le particelle, come se fosse una porta sempre aperta che permette di affacciarsi ma senza sapere se riusciremo ad arrivare alla stanza successiva. Seguendo il percorso umano degli scienziati, che vivono in una sorta di dimensione sospesa, in costante attesa di una scoperta che forse nemmeno riusciranno a vedere materializzata, la regista prende anche la musicalità delle macchine e degli spazi del centro, come parte di un grande tessuto entropico che segue il flusso dell’umanità. Il movimento coreografico e costante di fili, cavi, pezzi e parti metalliche – che viaggiano nel tempo e a volte sembrano parte del futuro, altre di un film distopico e altre scavi quasi archeologici – si confronta con l’immagine ferma di un volto umano che chiude gli occhi e la mente un attimo, soltanto per prendere aria e rendersi conto del suo presente, della sua fragilità.

Più che la replica di un modello di società utopica, oppure la morte di una utopia, Almost Nothing è soprattutto un documento sulla consapevolezza del fatto che c’è qualcosa che ci sfugge, sulla concezione del tempo come un ente estraneo e organico che segue il proprio ritmo, sulle idee che si perdono nel flusso quotidiano e rischiano sempre di morire prematuramente. Alla fine, il CERN è un luogo fatto di contrasti, di scoperte e frustrazioni, di luce e buio, di movimenti meccanici ed emozioni umane. Un posto che al di là di tutto sempre va avanti, come il documentario, verso una nuova idea di cinema, di mondo, di futuro.

 

Regia: Anna de Manincor (ZimmerFrei)

Distribuzione: I Wonder Pictures

Durata: 77′

Origine: Italia/Francia/Belgio 2018