Amants (Lovers), di Nicole Garcia

La passione e la menzogna atrraversano spesso il cinema di Nicole Garcia. I suoi film sono fatti di gesti improvvisi e i protagonisti cadono spesso in abissi da cui non riescono mai a risalire. C’è sempre uno schema simile che attraversa la sua filmografia e che guarda spesso a personaggi e situazioni da cinema polar senza però riuscire a entrare quasi mai, più che nella struttura, nell’anima del genere. Solo nel suo primo film come regista, Un week-end su due, aveva colto efficacemente la disperazione dell’attrice divorziata che decide di portarsi via i figli con sé senza avvertire l’ex-marito. Gesti improvvisi, estremi, si diceva. Sono quelli che segnano la storia di Simon e Lisa. Si amano e vorrebbero costruire un futuro insieme. Lui fa soldi come spacciatore e lei sta frequentando una scuola alberghiera. Una sera accade una tragedia e Simon è costretto a scappare. Passano alcuni anni. Lisa si è sposata con un ricco uomo d’affari. In vacanza in un lussuoso albergo dell’Oceano Indiano, il suo destino si incrocia nuovamente con quello di Simon.

Quando in un torbido dramma passionale a tre non c’è tensione e non si sente la paura di essere scoperti, ci sono molte cose che non vanno. Amants (Lovers) sembra un Tavernier anni ’90 (tipo Legge 627 o L’esca) con cui la Garcia come attrice aveva interpretato Che la festa cominci… con movimenti attorno ai personaggi per catturare la frenesia dell’azione che entra in contrasto con la compostezza, quasi freddezza di Stacy Martin che può apparire la versione al maschile del finto medico interpretato da Daniel Auteil in L’avversario. E lei il punto di mezzo tra il suo vecchio amore interpretato da Pierre Niney e il marito portato sullo schermo da Benoît Magimel che sembra prendere la sua sgradevolezza da certi personaggi di Gérard Depardieu. L’erotismo è di maniera, la trama gialla sfibrata e la dispersione temporale (tra Parigi, l’Oceano Indiano e Ginevra) solo uno stratagemma narrativo per mostrare i molteplici incroci di un amore mai finito.

---------------------------------------------------------------------
APERTE LE ISCRIZIONI PER UNICINEMA E SCUOLA DI CINEMA

---------------------------------------------------------------------

La Garcia blocca il film perché privilegia la tecnica della recitazione dei suoi protagonisti. La Martin resta però spesso bloccata. C’è uno scarto tra il suo sguardo e la sua reazione come nella scena del ricevimento organizzato in cui dalla finestra vede Simon che sta cucinando il pesce. Ma anche Magimel e Niney appaiono fuori sintonia, incapaci di mostrare le reazioni dei loro personaggi già troppo elaborati in fase di scrittura. Ma soprattutto la Garcia spreca un’intera sequenza che è quella del viaggio di notte in macchina tra il marito di Lisa e Simon, in cui semina indizi, accenna a soluzioni omicide ma che alla fine appare completamente vuota e sovraccarica. In realtà è anche quello che avviene in tutto il film dove i personaggi girano a vuoto, cercando le motivazioni delle loro azioni. Più che nervosa, si tratta solo di nevrotica messa in scena. Nè con te né senza di te, come in La signora della porta accanto di Truffaut. Qui ci limitiamo a “quando saremo vecchi, finiremo insieme”. Dov’è la differenza?

 

--------------------------------------------------------------------
LE BORSE DI STUDIO PER CRITICA, SCENEGGIATURA, FILMMAKING DELLA SCUOLA SENTIERI SELVAGGI

-----------------------------------------------------
La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
1.8

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

Sending
Il voto dei lettori
1.33 (3 voti)

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *