Angry Birds – Il film, di Clay Kaytis e Fergal Reilly

Nel 2009 la finlandese Rovio Mobile lancia uno strano puzzle game per il sistema mobile iOS. Il gioco prevede di lanciare con una fionda una serie di uccelli arrabbiati (ogni colore rappresenta una caratteristica di combattimento diversa) contro le fortezze di buffi maiali verdi, colpevoli di aver rubato le uova. Il rompicapo, con un sistema estremamente intuitivo che non pregiudica la difficoltà di vedere andare in porto le proprie strategie d’attacco, ha un successo incredibile lanciando un lungo franchise di seguiti ludici (con  episodi griffati Star Wars e Rio) e un merchandising impressionante che vede la commercializzazione, tra gli altri prodotti, di magliette, peluche e giochi da tavola. In quest’ascesa commerciale inarrestabile la decisione di arrivare all’adattamento cinematografico è senza dubbio scontata. Appoggiandosi all’esperienza della Sony e coinvolgendo nella produzione esperti dell’animazione come John Cohen (Cattivissimo me) e i registi Clay Kaytis e Fergal Reilly (rispettivamente animatore di Ralph Spaccatutto e autore degli storyboard di Hotel Transylvania), la Rovio sceglie di immergersi totalmente nell’immaginario e nell’ideologia dell’animazione statunitense, trasformando la loro geniale perla ludica scandinava nell’ennesimo neutro prodotto d’intrattenimento hollywoodiano.

La storia, nata dal compromesso (a ribasso) tra gli ideatori originali finlandesi e lo sceneggiatore Jon Vitti (I Simpson, Alvin Superstar 2), cerca di costruire una semplice e lineare traccia narrativa, infarcendola di citazioni pop-cinefile e di omaggi all’iconografia del videogame (con i protagonisti con gli stessi poteri dei corrispettivi ludici, il richiamo al mitico Lancio della fionda). Soprattutto i rapporti tra film e videogioco dimostrano come, ormai, anche una mitologia fresca e fluida come quella di Angry Birds debba per forza di cose riadattata e “modernizzata” per poter sperare di far presa su un pubblico tra il fanatismo da fan e la pigrizia mentale di chi ha bisogno di un nuovo reboot. Il film di Angry Birds, pur mantenendo sempre un ritmo piacevole, arricchito dalle forti interpretazioni del cast vocale di comedian (Jason Sudeikis, Josh Gad, Danny McBride,etc.), si dimostra l’ennesima, piatta, parodia della società occidentale/americana. Le isole degli uccelli e dei maiali, come due moderne Paperopoli e Topolinia, sono frutti di una blanda satira dei costumi, dove si cerca di stigmatizzare l’abuso dell’iper-tecnologia inutile(i maiali) e l’ossessione per un’apparente e imposta felicità (gli uccelli e le loro sedute di terapia). Sono probabilmente solo queste piccole metafore gli unici tentativi del film di andare oltre al mero meccanismo sbanca-botteghino, con buona pace di chi ha addirittura trovato nel film messaggi anti-colonialisti o a favore della politica anti-immigrazione di Donald Trump.

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Titolo originale: Angry Birds – The Movie

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Regia: Clay Kaytis e Fergal Reilly
Interpreti: Jason Sudeikis, Josh Gad, Danny McBride, Maya Rudolph, Bill Hader, Peter Dinklage, Sean Penn
Distribuzione: Warner Bros.
Durata: 97′
Origine: Usa, Finlandia 2016