#Animaphix2018 – Vince Mercurio, di Michele Bernardi

Si spengono i riflettori sulla quarta edizione di Animaphix che si è tenuta a Bagheria nella suggestiva location di Villa Cattolica. Anche quest’anno notevoli spunti di riflessione e di confronto. Il piatto forte è stato l’incontro con i registi Hugh Welchman e Dorota Kobiela (che hanno messo d’ accordo critica e pubblico con il fortunatissimo Loving Vincent) e la retrospettiva completa di uno dei maggiori esponenti contemporanei dell’animazione d’autore, il tedesco Volker Schlecht.
Per quanto riguarda Loving Vincent, l’equilibrio tra musica parole e immagini e l’utilizzo delle lettere a Theo come mood filosofico dell’opera ha determinato la possibilità di diversi livelli di lettura e di conseguenza un successo trasversale. Hugh Welchman è stato inoltre omaggiato con la proiezione di una delle sue più celebrate produzioni, quel Peter and the Wolf che nel 2008 ha vinto l’Oscar come miglior cortometraggio d’animazione. La filmografia di Volker Schlecht (vincitore della scorsa edizione di Animaphix con Kaputt co-diretto con Alexander Lahl) varia dal minimalismo espositivo al videoclip, passando attraverso il documentario e il saggio storico. In tutta la sua opera si nota una particolare sensibilità per i temi della violenza, della massificazione, della omologazione e un rifiuto di ogni fondamentalismo e totalitarismo.
Altri momenti interessanti sono stati la mostra di Marco Cazzato (suo il manifesto immagine del festival) che ha gettato un ponte con il cinema e con la musica, la sezione Erotic Animation che ha riguardato una serie di cortometraggi che hanno trattato con intelligenza e misura il tema della sessualità, gli Animakids ovvero laboratori creativi per bambini, un Focus sull’animazione polacca, concerti live painting e giochi circensi, diverse presentazioni di libri e mostre di pittura. Il tutto illuminato dalla “magic light” dei tramonti di Bagheria.

Per quanto riguarda i premi la giuria composta da Hugh Welchman, Volker Schlecht e Paola Bistrot ha dato il premio come miglior cortometraggio a Mercurio di Michele Bernardi che è un forte inno alla libertà creativa contro le catene oppressive della dittatura fascista. Menzione speciale per il corto Strange Case di Zbigniew Czapla, un intenso flusso di coscienza che regala immagini pregne di significato. Il premio del pubblico mediante votazione elettronica è andato invece a Inanimate di Lucia Bulgheroni che sul modello di Anomalisa di Charlie Kaufman e Duke Johnson e di Eternal Sunshine of the Spotless Mind di Michel Gondry ripropone il quesito esistenziale tra animato e inanimato, tra verità e menzogna.

Complessivamente gli organizzatori del festival Rosalba Colla e Giorgio Lisciandrello possono ritenersi soddisfatti per l’ottimo riscontro di pubblico e per l’alto livello dei cortometraggi in concorso. L’appuntamento è per il prossimo luglio 2019 a Bagheria.