Animavì, lampi dal Festival del Cinema d’animazione poetico

C’era una volta un poeta, le cui mani potevano disegnare qualsiasi cosa. Non desiderava celebrità, ma nutriva il sogno di riunire e promuovere tutti gli amanti di dignità, bellezza e sincerità. Il poeta si chiama Simone Massi e il suo sogno, realizzatoANIMAVÌ – Festival Internazionale del Cinema d’animazione poetico.

 

Con tale evocazione Gianalberto Bendazzi, studioso di fama internazionale del cinema d’animazione, firma da Presidente onorario il manifesto d’intenti della prima edizione del festival Animavì, svoltosi dal 14 al 17 Luglio, a Pergola, sotto la direzione artistica di Simone Massi.

Il regista marchigiano, autore di Animo resistente e per il quarto anno consecutivo del manifesto della Mostra del Cinema di Venenzia, fa confluire il mondo intero nella sua città natale, per una vera e propria apoteosi di poesia, che non si esaurisce affatto nella sua più alta espressione cinematografica, ovvero l’animazione indipendente e d’autore, narrazioni di sole suggestioni d’immagini, ma ha saputo articolarsi su una programmazione inconsueta e sorprendente di contenuti.

Presentati dal giornalista Luca Raffaeli, ospiti d’eccezione come il regista Emir Kusturica, a cui è stato assegnsto il premio alla carriera durante la serata inaugurale e i giurati, Ascanio Celestini, Umberto Piersanti, nonché Aleksandr Petrov, Premio Oscar per Il vecchio e il mare (2000), si sono alternati alla varietà dei concerti musicali e dei cantautori (dal romanticismo di Giuliano Dottori alla denuncia sociale della rock band Gang) soprattutto, fedele alla formazione culturale di Simone Massi, anche il grande pubblico ha riscoperto il valore e il calore di uomini e donne,testimoni viventi e vitali, della lotta di Resistenza italiana, della cultura contadina e del lavoro in miniera, ad affermare l’autenticità di coscienze mai piegatesi a nessuna dittatura dei tempi. La sezione speciale “Memorie vive”, a cura di Filippo Biangianti, ha affiancato infatti le due sezioni di concorso, “Internazionale” e“Scuola d’arte di Urbino”.

Ben sedici le opere di diversa nazionalità (Italia, Iran, Russia, Francia, Australia, USA, Canada, Sud Africa, Cina) in gara per il trofeo “Bronzo dorato” al miglior film d’animazione poetica, premio assegnato ad Anna Shepilova per il suo It’s raining e consegnato alla regista russa da Umberto Piersanti, che così ha commentato “Io scrivo versi, ma spesso le immagini sono più dei versi stessi”.

animavì premiazioneOtto invece le animazioni inserite nel concorso riservato alla Scuola del libro di Urbino, tra le quali è risultata vincitrice Sarajevo – Ricordi di un assedio di Giacomo Passanisi, premiato direttamente dalle mani di Aleksandr Petrov.

Al caposcuola dell’animazione russa, che ha firmato assieme a suo figlio Dimitri la sigla di apertura delle proiezioni, è stata interamente dedicata la serata conclusiva, arricchitada una retrospettiva selezionata dei suoi film  più celebri: La mucca (1989), La sirena” (1996) e Il vecchio e il mare (200).

Petrov, ha ringraziato Massi e tutto il suo staff di collaboratori per aver fondato un festival sulle manifestazioni più autentiche della poesia: Ogni lavoro esige amore e nel campo di questo genere d’animazione gli artisti sono persone umili, che non cercano il riconoscimento della pratica” ha detto Petrov, che ha proseguito sottolineando come sia rimasto molto colpito dagli incontri con la gente durante il festival. “Sono molto impressionato dalle testimonianze degli ospiti intervenuti a narrare della giovinezza d’un tempo e della dura vita dei campi. E’ lodevole! Nel mio “Il vecchio e il mare”, cerco proprio di sottolineare come Santiago sia un anziano pescatore grato alla vita”.

 

A queste parole il Direttore artistico ha così replicato: Il Maestro Petrov è l’esempio perfetto di come noi concepiamo il cinema di poesia. Ogni fotogramma è un’opera d’arte. Nel mondo non ci sono molti autori così, che curano ogni singolo fotogramma, infondendovi anima e vita. La massima espressione artistica dell’animazione”.