Anna, di Luc Besson

Besson è come uno chef stellato che decide di adattare la ricetta che gli ha dato il successo ai nuovi gusti del pubblico. Su Prime Video

Sul finire degli anni ’80, in una Mosca ormai al collasso, come il regime sovietico, la giovane e bella Anna è prigioniera in una relazione violenta e tossica con un piccolo criminale. L’occasione di liberarsi le viene offerta da un agente del KGB che le propone di entrare nei servizi segreti per un periodo di cinque anni e poi riacquistare la libertà. Viene, allora, infiltrata in Europa nel giro dell’alta moda, sfruttando il quale è chiamata a svolgere le sue missioni, ma ben presto si accorge che la promessa di libertà che le era stata fatta è fasulla, e dovrà conquistarsela da sola.

Besson è come uno chef stellato che decide di adattare la ricetta che gli ha dato il successo ai nuovi gusti del pubblico. In questi trent’anni la sua “ricetta” (Nikita) e diventata un classico della “cucina” e in tanti hanno provato, anche con successo, a rimescolare quei sapori in un piatto nuovo: basti pensare ad Atomica bionda e Red Sparrow.

Besson, però, è pur sempre il creatore di questo prototipo di eroina forte e determinata, costretta a conquistarsi il suo riscatto attraverso la violenza (non) a dispetto del sue genere. In un momento complicato della sua carriera, sia per l’insuccesso del suo ultimo, costosissimo, lavoro – Valerian e la città dei mille pianeti, di cui è anche produttore – che personale – essendo stato anche lui implicato nel #metoo –  decide di “chiedere aiuto” ad Anna/Nikita per farsi tirare fuori dai guai.

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Quello che appare evidente, nella visione di Anna, è l’attenzione al dettaglio: sebbene l’ossatura del personaggio non cambia, molte cose intorno si, e nessuno di questi cambiamenti sembra casuale, anzi specificamente studiato al fine di ottenere l’effetto di inserirsi a pieno nella contemporaneità: contenutistica e visiva. I cambiamenti più evidenti riguardano proprio l’aspetto di genere della protagonista: se negli anni ’90 poteva essere “rivoluzionario” il solo fatto che una donna si dimostrasse capace di usare la violenza come un uomo, anzi, sfruttando a suo favore gli stereotipi di genere, oggi non basta più; è necessario aggiungere che sia un patto fra donne, e non un compromesso con un uomo, a dare la libertà ad Anna. Dal punto di vista sessuale poi, Anna e Nikita sono molto diverse: Nikita viveva la sua sessualità in un rapporto di coppia (ed era anche quella la sua idea di libertà, sebbene poi sarà costretta a rinunciarci), Anna la vive più come “parte del lavoro” anche se, comunque, mette in gioco i suoi sentimenti, ma non sembra mai immaginare che sia un rapporto di coppia l’obiettivo della sua libertà (o felicità). Per lei la libertà è, sin dall’inizio, individuale.

Infine, anche dal punto di vista visivo e narrativo, i cambiamenti non sembrano casuali (o frutto di sciatteria: basti pensare ad alcune debolezze di sceneggiatura: laptop e cellulari presenti a fine anni ’80 … a Mosca) ma semplicemente mirati ad dare al pubblico degli anni ’20 quello che il pubblico di questi anni vuole: visione non lineare della storia, con piani temporali sfalsati ed uso continuo di flashback, per dare sempre una nuova scoperta allo spettatore, e scene d’azione infinite e sexy: Anna, anche dentro la sede del KGB, uccide decine di uomini in un grigio tailleur “sovietico”, sotto il quale, però, non manca di fare capolino il reggicalze.

Quello che ingabbia l’opera, in definitiva, è proprio questa eccessiva costruzione a tavolino, ma certamente Besson si dimostra più che capace di dosare tutte le leve della costruzione narrativa per raggiungere i suoi obiettivi e garantire, sempre, uno spettacolo godibile.

 

 

Titolo originale: id.
Regia: Luc Besson
Interpreti: Sasha Luss, Helen Mirren, Luke Evans, Cillian Murphy, Lera Abova, Alexander Petrov
Distribuzione: Amazon Prime Video

Durata: 118′
Origine: USA, Francia, Canada, Russia 2019

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.7

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
2.62 (13 voti)
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