“Anna Karenina”, di Joe Wright

anna kareninaSi legge: “sontuoso, folle, supremamente kitsch, l'adattamento letterario che ci si aspetta: la storia tragica dell'eroina di Tolstoj chiusa nello spazio di un palcoscenico che si allarga e deforma a dismisura inglobando strade di Mosca, San Pietroburgo, la neve e poi il grano delle campagne, i balli al palazzo. Tra Baz Luhrmann e Ken Russell, un'operazione pop diretta da Joe Wright (Orgoglio e pregiudizio, Espiazione, The Soloist, Hanna) e scritta da Tom Stoppard (Shakespeare in Love), con Keira Knightley, Jude Law e Aaron Johnson. Da aggiungere: Joe Wright probabilmente ha come riferimento artistico, più che i due autori citati, David Lean, proprio per la cura dei dettagli “abnormi” ed “espressivi” dell'ambiente. Più di una decina le trasposizioni del romanzo perfetto secondo Dostoevskij, e quella di Joe Wright sembra incarnare perfettamente la frivolezza dell'alta società, critica più feroce che l'opera di Tolstoj subì alla pubblicazione del libro nel 1877.

Siamo molto di più di ciò che pensiamo, dimostrarlo non appare l’obiettivo primario del regista che attraverso l’esteriorità teatrale della recitazione soprattutto denuncia un corpo inadeguato ad esprimere tutti i tormenti dell’anima cinematografica. Il realismo del capolavoro russo sembra scucirsi perpetuamente sempre in qualche punto per aprirsi verso un suo strato (stato) ulteriore, a volte attraverso una fenditura, a volte attraverso l'irruzione improvvisa di un intero paesaggio, che abbatte le pareti del teatro. Lo spalancarsi di queste matrioske non coincide però con l'ingresso nell'angoscia e nella frantumazione dell'Io, ma piuttosto si declina nella meraviglia euforica, in una sospensione dell'incredulità, come quando uno sguardo giovane ed inesperto resta ammaliato dai superpoteri del suo eroe preferito. In realtà, Joe Wright sembra trovare forza attingendo al cinema classico, o quantomeno all’immaginario del cinema classico, per poi gonfiarlo con una pomposa e a volte eccessiva operazione di esportazione ed importazione dai set altrui. Set sempre carico, ricolmo, come fosse un’opera lirica mozartiana, tra giocosità, mito e musica, senza avere però la forza di emozionare fino in fondo.

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anna kareninaCon gesti e immagini perfettamente sincronizzate, il teatro/cinema di Wright non esclude una fruizione relegata al solo sforzo mentale mettendo in contatto lo spettatore con un mondo che fatica a respirare. Gli oggetti, le quinte, i segni distintivi della teatralità si trasformano in protesi esplicative dell’animo dei personaggi, l’intuizione degli spettatori viene ruffianamente stuzzicata, ma in fondo tutti i sensi, così come il tempo non si dilatano per accogliere le azioni nel suo moltiplicarsi tragico e visionario.

 

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Titolo originale: Id.

Regia: Joe Wright
Interpreti: Keira Knightley, Jude Law, Aaron Taylor-Johnson, Kelly MacDonald, Matthew MacFayden, Olivia Williams, Emily Watson
Origine: UK, 2012
Distribuzione: Universal
Durata: 129'