Annette, di Leos Carax

Apertura di #Cannes2021, Annette è un film fuori misura, fuori controllo: una rock opera complessa e strabordante che restituisce il sentire dei suoi personaggi alle prese con un turbinio di emozioni

So May We Start? È questo il titolo della prima canzone di Annette, il nuovo film diretto da Leos Carax che si avvale di un nutrito corpus musicale ad opera degli Sparks per narrare, in note, la tormentata storia d’amore tra un comico (Adam Driver) e una cantante lirica (Marion Cotillard). Proprio durante il prologo, quando larga parte del cast e della troupe coadiuvata dal regista stesso inizia a cantare e a prepararsi per lo spettacolo, quella frase viene ripetuta a più riprese, quasi resa un tormentone. So May We Start? Possiamo, quindi, cominciare? Sono passati nove anni dal precedente, folgorante, Holy Motors (2012) e il cineasta francese ha voglia di tornare a sbalordire il pubblico con il suo cinema multiforme, alieno, irresistibile. Eppure, oltre ai quasi due lustri di assenza dagli schermi da parte dell’autore, ci sono da annotare anche due anni di buio del maggiore Festival di cinema al mondo. I proiettori di Cannes tornano ad accendersi dopo un’edizione quasi completamente abolita e una rimandata di un paio di mesi. Così, dietro la carica e la voglia di iniziare a cantare, ballare, lasciarsi abbagliare dagli schermi illuminati, non c’è solo l’intenzione di un autore pronto a tornare in scena per riabbracciare i suoi spettatori, ma una filiera intera che non vede l’ora di ricominciare a carburare.
Non è forse un caso allora che il prologo di Annette sia ambientato in uno studio di registrazione, in cui tecnici e musicisti siano al lavoro per accordare gli strumenti e dare il via alla fase di recording. Carax non può intervenire sulla musica, ma può farlo eccome sulle immagini. La prima sequenza di Annette è quindi la messa in scena di una sessione di accordatura. Il film si apre con dissolvenze, rotazioni di macchina, sovrimpressioni e altre trovate che rendono l’incipit una sorta di riscaldamento, di antipasto rispetto quello che verrà. La band sta mettendo a punto gli strumenti, il regista il suo stile visivo. Carax ci mette sull’attenti: ha aspettato nove anni e i primi tre minuti del film saranno una breve preview di quello che seguirà.

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In effetti Annette non delude le aspettative sotto questo punto di vita, rivelandosi un viaggio nell’immaginario cinematografico più spinto e visionario, ridondante di luci, colori e trovate visive che non lasciano tregua e nutrono al loro interno una storia di passione e di passioni. Non si racconta infatti solamente la relazione sentimentale tra due divi del mondo dello spettacolo e la loro reazione alla nascita della primogenita, ma si celebra a gran voce l’Arte e la sua fondamentale importanza di farsi simulacro delle nostre emozioni.
Nulla di nuovo sotto il sole, o meglio, sotto la lente di Carax. L’autore francese continua a insistere sui temi e le dinamiche alla base di molto suo cinema (in particolare del precedente Holy Motors) ma questa volta si lascia anche tentare da un procedere più irrazionale, di pancia, emotivo e appassionato (appunto). Annette è un film fuori misura, fuori controllo: una rock opera complessa e strabordante che restituisce il sentire dei suoi personaggi alle prese con un turbinio di emozioni in grado di disorientare la loro percezione della realtà.
Un’Odissea a cavallo tra realtà e finzione che da una parte non vedevamo l’ora di vedere, dall’altra sembra voler alzare continuamente l’asticella per il solo gusto di farlo. Sicuramente meno riuscito rispetto ai canoni a cui l’autore ci aveva abituati, eppure un lavoro decisamente calzante per celebrare il ritorno del cinema. So May We Start? Yes, Finally.

 

Titolo originale: id.
Regia: Leos Carax
Interpreti: Adam Driver, Marion Cotillard, Simon Helberg, Rebecca Dyson-Smith, Devyn McDowell, Wim Opbrouck
Distribuzione: I Wonder Pictures
Durata: 141′
Origine: Francia, Belgio, Germania, USA, Giappone, Messico, Svizzera 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
4.25 (4 voti)
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