Ant-Man and the Wasp. Incontro con Paul Rudd e Evangeline Lilly

Continuano le avventure dei minuscoli supereroi Marvel. Ant-Man and the Wasp aprirà il Giffoni domani e oggi Paul Rudd e Evangeline Lilly hanno incontrato la stampa romana all’Hotel De Russie. Scott Lang, nuovo Ant-Man (“Anche se non so quanto Michael Douglas, il boss, approverebbe questa definizione” scherza Paul Rudd) è agli arresti domiciliari per aver preso parte agli avvenimenti di Captain America: Civil War. Presto viene contattato per una nuova missione da Hank Pym e Hope van Dyne, nuova Wasp, dopo l’originaria Michelle Pfeiffer, che entra a far parte del grande universo Marvel.

Per me l’universo Marvel” racconta Evangeline Lilly “è qualcosa che può divertire e far stare bene la gente, dare speranza anche ora che il mondo sta prendendo una brutta piega. Certo, rappresenta una fuga dalla realtà ma mi ha portato ad essere più coraggiosa di fronte alle sfide, sia come madre che come cittadina. Inoltre l’universo Marvel è diventato come una grande famiglia per me. Anche se devo essere sincera, nessuna esperienza sarà come Lost. Dovevamo stare per mesi in quell’isola deserta e noi del cast ci sostenevamo moltissimo a vicenda. Ammetto che ogni volta che giravamo l’ultimo episodio della stagione piangevo. Ho davvero conosciuto delle persone splendide”.
La Marvel rappresenta una parte importantissima della mia carriera” continua Paul Rudd “che si è aggiunta alla mia vita. È un grande universo che ti permette di essere conosciuto in tutto il mondo. Però devo dire che è soprattutto una cosa che condivido con i miei figli. Mio figlio ha già visto tutti i film e mia figlia che ha 8 anni, mi sta supplicando di vedere Avengers: Infinity War. Credo che sia inevitabile che gli attori ma anche i dirigenti Marvel diventino una sorta di famiglia. Quando si gira un film si condividono moltissime cose e si passa moltissimo tempo insieme”.

--------------------------------------------------------------------

--------------------------------------------------------------------

In Ant-man and the Wasp non mancano certamente rimpicciolimenti e ingrandimenti a dismisura, ma c’è anche un importante sviluppo del personaggio femminile, The Wasp: “Quando mi hanno proposto di fare il primo film ho letto la sceneggiatura ed ho subito capito che se mi fossi impegnata al massimo e se il film fosse piaciuto, ci sarebbe stato un secondo capitolo dove il mio personaggio sarebbe sicuramente cresciuto. Allora ho dato il massimo di me stessa, ma soprattutto per far fare bella figura a Paul“.
Hope van Dyne è la nuova Wasp. L’originale è Janet van Dyne, moglie di Hank Pym, nonché Michelle Pfeiffer.Da piccola ho sempre voluto fare l’elfo e poi è successo con Lo Hobbit, ma soprattutto ho sempre voluto essere la Cat Woman di Michelle. Questo non è successo ma poi è diventata mia madre!

--------------------------------------------------------------------

--------------------------------------------------------------------
Io invece ho sempre voluto essere Hulk da piccolo” continua Paul Rudd “Comunque anche Michael Douglas era entusiasta quanto Evangeline, perché non aveva mai lavorato con Michelle fino ad oggi. Poi quando ha saputo che per certe scene l’avrebbero ringiovanita di 30 anni, non vi dico la gioia!

Proprio Michael Douglas, nel primo capitolo di Ant-Man, rappresenta il primo ringiovanimento digitale dell’universo Marvel. Sia Paul Rudd che la nuova Wasp, hanno ovviamente esperienza dell’uso del digitale: “La prima volta che ho avuto a che fare col digitale sul mio corpo” racconta la Lilly “risale a Lo Hobbit dove mi chiamarono per fare delle sedute necessarie per poi poter sviluppare i gadget. Ma poi mi richiamarono ancora e io chiesi il perché. Gli servivo ancora per creare la “me” digitale. Questa cosa l’ho presa malissimo perché non mi piaceva l’idea di una mia presenza che però significava un’assenza. Ho pensato ‘Così gli attori non avranno più un lavoro’. Col tempo poi mi sono rassicurata e soprattutto adattata alla tendenza. E comunque rispetto all’età e al ringiovanimento devo dire che sono contenta che nella Marvel non ci siano solo supereroi giovanissimi. Sono contraria a questo fatto di penalizzare l’età. Già solo Robert Downey Junior e Gwyneth Paltrow hanno dimostrato di essere meravigliosi. Io voglio onorare la mia età, invecchiare, diventare più saggia, acquisire più esperienza. Odio tutte quelle creme e quei prodotti anti-invecchiamento. È importante capire che in una donna c’è molto di più di un bel faccino.”

---------------------------------------------------------------------

---------------------------------------------------------------------

“Credo sia ovvio che Hollywood abbia una preferenza per gli attori giovani” spiega Rudd “ed è sicuramente bello che ci siano supereroi un po’ in là con gli anni, me compreso ovviamente. Per quanto riguarda il ringiovanimento digitale sono contento di poter essere qui fra 50 anni, e magari le creme antirughe che butta Evangeline me le prendo io…

E i rapporti con gli insetti sono cambiati? Quello di Paul Rudd sì, tanto che se vede delle formiche le lascia in pace, ci vive in armonia e le considera ormai come sorelle. La nuova Wasp invece racconta di aver sempre adorato gli insetti, tanto che da piccola si cospargeva di bruchi e correva spaventando tutto il vicinato.