ANTI-DRIVE – Je n'entend plus la voiture


Non manca solo una 'n' nel titolo rispetto al dolente Stallone del film di Renny Harlin del 2001. Il tanto acclamato cineasta danese agisce come quei dottori che sono stati ex-criminali nazisti nei confronti del post-noir metropolitano privando del suo cuore pulsante quel cinema da brividi di William Friedkin, Walter Hill e Michael Mann. Seduce molto all'inizio poi inganna come il peggiore dei tradimenti. Nei confronti di chi guarda e del genere

Ci sono macchine e macchine. Ci sono quelle 'umane troppo umane' gli Autobot di Michael Bay, esplosive nel suo epocale Transformers 3, ci sono quelle private del loro motore, quindi del loro cuore in quest'ultimo detestabile Drive, altra operazione chirurgica del danese Nicolas Winding Refn al suo primo film hollywoodiano, dove un immenso Ryan Gosling sembra andare invece per conto suo, certamente completamente immerso in un progetto e un personaggio che sente anche suoi (e all'orizzonte c'è un'altra collaborazione tra i due, il poliziesco Only God Forgives con Kristin Scott-Thomas), ma quasi corpo alieno, spiazzato dall'esplosione caotica di un post-noir smembrato e privato della sua anima. Je n'entend plus la voiture. O meglio le bruit de la voiture. Come se un carroarmato fosse passato su quelli, per esempio, di William Friedkin, Walter Hill, Michael Mann. Le corse parallele da brividi tra auto e metropolitana di Il braccio violento della legge sono come anestetizzate in un'esercitazione teorica, dove l'esplosione di violenza vuole guardare a quelle danze irrazionali di Kubrick e con Driver/Ryan Gosling che appare come la reincarnazione tra Freank/James Caan di Strade violente e, più dichiaratamente, l'autista di Ryan O'Neal in Driver l'imprendibile. 

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Eppure se si guarda l'inizio di Drive sembrava di trovarsi davanti a un grande film. Traiettorie precise, spostamenti, depistamenti, autista muto. Quelli che poi vengono frantumati attraverso una deformazione di un mondo della criminalità e in una condensazione di azioni come se lo spazio, il tempo a disposizione, non fosse sufficiente al così tanto acclamato regista danese. Ecco ripensandoci dopo, quell'inizio è un vero e proprio atto di tradimento da parte di Nicolas Winding Refn. Quello di chi guarda, che viene così ingannato, anzi truffato, ancora drogato emozionalmente anche in una possibile storia d'amore spogliata del potenziale erotismo, con un profeta in attesa di una redenzione impossibile (riguardarsi lo splendido The Town per capirsi). Sono gli inganni alla Lars Von Trier prima della grande crisi espressa col sorprendente Melancholia. Lo sguardo di Nicolas Winding Refn agisce come quei dottori torturatori ex-nazisti (come il dentista Laurence Olivier di Il maratoneta) nei confronti del genere. Per avere una dimostrazione, basta vedere la scena dell'ascensore: il silenzio, gli sguardi, l'esplosione di violenza. Tutto dove il regista mette esibisce il suo cinema, si impone sul film, sul post-noir. Immaginate la stessa scena, la stessa situazione, gli stessi personaggi. Ma dietro la mdp non c'è Nicolas Winding Refn ma Walter Hill. Sarebbe stata tutta un'altra storia. Dove le bruit de la voiture si sarebbe sentito anche senza macchina nell'inquadratura.

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    21 commenti

    • Mi chiedo che senso abbia una recensione copia carbone dell'altra presente nel sito. Ma non c'è un punto di vista alternativo all'interno dei Selvaggi su Refn? Sembra quasi un accanimento personale, pure gli stessi esempi…

      E cmq vi state sbagliando, e di grosso anche…

    • andrea caramanna

      penso che ci possa anche stare l'ipotesi di Simone Emiliani. Ipotesi che si fonda su una raffinata capacità Refn di catturare lo sguardo dello spettatore, risucchiarlo in un percorso che bene o male sappiamo dove va a parare: l'esplosione della violenza, la fine di tutti i compromessi e così via.
      Però è soltanto un'ipotesi che non è confermata, almeno per me, da una sensazione a pelle nei confronti di questo film. Non si tratta di immaginare il post noir e di vederne riproposizioni minori solo perché arrivate dopo Hill, Friedkin, Mann e compagni, ma di coglierne l'autentica essenza. Insomma di respirare a fondo l'aria del film, lasciandosi trasportare dall'anima di questo personaggio. Che può risultare riduzione del mondo a una sola visione, quella sua individuale, ma è pur sempre un universo con il quale interagire. Poi non mi sembra che ci sia esibizione, su molte scene violente cala il sipario. Quella violenza che si vede è fondamentale, è dolorosa ed insop …

    • Monroe Hutchen

      ma che vi è preso! Insomma questa eccessiva severità nei confronti del povero Rafn. Lo conosciamo, è abile nel manipolare e sedurre lo spettatore dal cuore pavido. Perchè sprecare una recensione ANTI. Ora mi aspetto lo stesso trattamento per altri registi fighettini!! e pure qualche italiano un pò troppo presuntuoso!

    • Non mi fidavo del vostro giudizio dopo i trailer ma se vi davo retta mi risparmiavo i soldi del biglietto. La storia d'amore la butta proprio nel cesso

    • Totalmente in disaccordo. Film magnifico e struggente

    • Questa è una delle peggiori recensioni che ho mai avuto il dispiacere di leggere, a dimostrazione che chi scrive non ha capito assolutamente nulla di questo gioiello di film. Complimenti.

      E Only God forgives you non sarà un poliziesco, ma un Western… giusto per essere precisi ….

    • Roberto di IAC

      va bene tutto, ma Transformers 3 "epocale" desta sinceramente imbarazzo. Per il resto, interessante il punto di vista di Sentieri Selvaggi su Drive

    • Michele Centini

      Sono totalmente d'accordo nel dire che un film epocale come Drive sia basato su una costruzione assolutamente mentale dei luoghi e delle situazioni. Refn studia i caratteri come un entomologo dello sguardo, del desiderio, non lascia mai filtrare un rivolo di emozioni e di sangue da suo cinema. E fa bene. Il paragone con Friedkin è fuorviante quanto vecchio. Bisogna ricordare che Friedkin, esattamente come Spielberg e Altman, viene dalla televisione. Il cinema di Refn è molto freddo, mai pulsante ma appunto studiato per filo e per segno, la sua è un'operazione unica ed irripetibile. Uno sguardo altro e alieno. Un opera di devastante precisione. Ma se voi preferite i Ron Howard e i Michael Bay, fate voi. Noi stiamo dall'altra barricata. Noi stiamo con Winding Refn, Nolan, Von Trier. Il cinema malato e problematico che sbatte in faccia la disperazione del vivere e del morire sullo schermo.

    • gino buscaglia

      Noi? Chi sarebbero i noi? Siete fuori di testa? Mi viene da pensare che una frase come "non lascia mai filtrare un rivolo di emozioni e di sangue da suo cinema" sia perfetta per descrivere tutto quel cinema che questa rivista mi pare, giustamente, detestare. Ron Howard e Michael bay mi sembrano agli antipodi, peraltro, mentre Refn, Nolan e Von Trier sono un'ottima droga intellettuale, la settimana enigministica dei cinefili ostentati. Teneteveli stretti. Voi, ahahahahha!

    • "La settimana enigmistica dei cinefili ostentati"! Caro @gino buscaglia, chiedo il permesso di poterla riutilizzare, mi piace troppo!!! Hihihihhihihi….

    • Definire epocale Transformers 3 significa avere uno spacciatore che ti porta roba buonissima…

      PS: ho notato che in diversi forum di cinema che questa recensione è tra le più prese in giro, quando non peggio dagli utenti. COMPLIMENTI!!!

    • Anonimo anonimo come anonimi i tuoi commenti che vogliono graffiare. Se vai su sentieri selvaggi e leggere bene di drive e' come se ti compri il fatto quotidiano e ti sorprendi che non parlano bene di Berlusconi.

    • Neri parenti i tuoi commenti sono proporzionali alla qualità dei film del tuo 'nickname'

    • Anche il tuo nick, anonimo, e' direttamente proporzionale su tuoi commenti che, malgrado la sua 'ricchezza di contenuti' (ahahah) sono certo anonimi, quindi insignificanti, in definitiva banali

    • ma per favore discutete di cinema, non dei vostri nick. In tutto questo dibattito testosteronico non ho capito, veramente, quali sono i motivi del contendere. Il film inganna, dice Emiliani, mentre Michele parla di "Uno sguardo altro e alieno. Un opera di devastante precisione". Da spettatrice disincantata, non vi capisco. Provate a spiegare le vostre idee invece di insultarvi. Forza, che ce la fate!

    • Monroe Hutchen

      Preghere Michele Centini che scrive: "Noi stiamo dall'altra barricata. Noi stiamo con Winding Refn, Nolan, Von Trier" di farci capire cosa intende per noi. Siete una massoneria? un club di cricket? un partito? un'associazione culturale? Amici di Lavitola???

    • Driver, devi essere o amico o avere delle fonti molto vicine a Refn x sapere che Only God Forgives è un western. Da imdb risulta Crime | Drama | Thriller e questa è la sintetica trama: A Bangkok police lieutenant and a gangster settle their differences in a Thai-boxing match

    • Film straordinario.

    • Emiliani propone una "visione" alternativa e suggestiva quanto il film di Refn, ma a mio parere priva di capacità di convincimento. Mi sa che la ripresa è un po' fuori fuoco, in modo particolare con il riferimento alla "storia d'amore" che è perfettamente in linea con il carattere western del personaggio. Irene non è "oggetto del suo desiderio" in quanto donna da banalmente scopare dopo 15 minuti come il pubblico di Transformers si sarebbe aspettato. Il protagonista non deve andare da nessuna parte, l'illusione è forse tutta dello spettatore meno pronto. Quanto al "torturare" il genere, mi pare che sia un segno di moltissimo cinema di oggi, anche di quei da voi tanto amati blockbuster che hanno abbandonato da tempo la necessità di avere prima di tutto una buona sceneggiatura in favore dell'effetto pavloviano, adrenalinico, virile, di esplosioni a buon mercato buone per il fomento di maschi in libera uscita.

    • quello di @francesco è finalmente un commento che esprime una posizione (che tra l'altro condivido) invece di abbaiare come la maggior parte dei commentatori. e che parla del film, come si auspicava giustamente DinaM.

    • "come il pubblico di Transformers si sarebbe aspettato"? Questo e' snobismo culturale caro @francesco che fa cadere l'acutezza della tua riflessione su Refn. Perchè per parlare bene di un film si deve per forza parlare male non di un altro film ma di coloro a cui è piaciuto. Posso amare Transformers e apprezzare Drive contemporaneamentem caro Francesco. Senza disprezzare chi la pensa diversamente