Apropos of nothing, il punto sull’autobiografia di Woody Allen

Nonostante il ripensamento di Hachette, la casa editrice che avrebbe dovuto pubblicarlo negli Stati Uniti, il memoir di Allen uscirà regolarmente nel resto del mondo il 7 Aprile, Italia compresa

L‘ostracismo degli Stati Uniti verso una delle voci autoctone più preclare nel campo della comicità letteraria e cinematografica si arricchisce di un ulteriore capitolo. Hachette, la casa editrice che aveva acquistato sin dall’anno scorso i diritti per la pubblicazione dell’autobiografia di Woody Allen Apropos of nothing, annunciandone solo Lunedì 2 Marzo l’uscita per il 7 Aprile, ha emesso un comunicato in cui annuncia il suo ripensamento. “La decisione di cancellare il libro di Allen è stata difficile. Alla HBG prendiamo molto seriamente i nostri rapporti con gli autori e non cancelliamo i libri con leggerezza“. Così ha spiegato in una nota Sophie Cottrell, vicepresidente senior della comunicazione di Hachette, una delle cosiddette “Big Five” nel campo dell’editoria a stelle e strisce. La mancata pubblicazione del libro in cui Allen sembra voglia raccontare i suoi successi nel campo artistico ma anche la propria versione sulle arcinote vicende familiari è l’ultimo tassello della rimozione culturale a cui il comico è stato sottoposto negli ultimi due anni. Nel caso specifico, la Hachette ha peccato inoltre di una gestione quantomeno opaca della faccenda. L’anno scorso infatti, dopo aver stretto l’accordo con l’autore di Manhattan, essa aveva tenuto nascosto ai propri dipendenti la scelta di editarne le memorie. Il motivo è facilmente spiegabile: la grande casa, attraverso la sua controllata Little, Brown and Company nell’Ottobre 2019 aveva pubblicato il libro di Ronan Farrow, figlio di Woody Allen e Mia Farrow, Catch and Kill che aveva scoperchiato per primo i numerosi abusi sessuali perpetrati dal produttore Harvey Weinstein. Il successo del libro e dell’inchiesta del 2015 che raccontava, oltre ad aver creato di fatto il movimento #MeToo, aveva fatto sì che Dylan Farrow, l’altra figlia della coppia, rilanciasse l’accusa di molestia sessuale subita dal padre quando aveva solo sette anni. Accusa, è bene ricordarlo, per cui Allen non è mai stato incriminato e non ha subito nessun processo, smentita tra l’altro da una clinica per gli abusi sessuali sui minori e dai servizi sociali di New York che conclusero che non c’era stata una violenza sessuale. Il fratello Ronan invece ha sempre appoggiato la denuncia della sorella arrivando al disconoscimento del cognome paterno. Così subito dopo l’annuncio della scelta di pubblicazione di Apropos of nothing, il giornalista aveva fatto un tweet in cui aveva definito “molto poco professionale” il comportamento di Hachette accusandola di “mancanza di etica ed empatia nei confronti delle vittime di violenza sessuale“. In breve tempo anche 75 dipendenti del futuro editore si sono schierati contro questa scelta attuando uno sciopero Giovedì 5 Marzo nel quale sono usciti in strada dopo aver abbandonato le loro postazioni lavorative. A quel punto la scelta di “bruciare Allen”, o quantomeno la voce di un uomo sicuramente fautore di scelte “inappropriate” (come le ha definite un giudice statunitense), è diventata definitiva. Diversa invece la situazione in Italia e in Europa, dove Allen gode di un culto quasi intonso. Elisabetta Sgarbi, direttore editoriale di La nave di Teseo, ha confermato all’agenzia di stampa Agi la pubblicazione per il 7 Aprile in italiano delle memorie del regista, A proposito di niente: “Il metro della morale non può essere la misura dell’arte. Tanto meno dell’editoria”.

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