Arriva la pubblicità anche su ChatGPT
OpenAI inizierà i test per l’inserimento di annunci pubblicitari a partire dalle prossime settimane. Per il momento sono coinvolti solo gli Stati Uniti e gli utenti della versione gratuita
Con un comunicato pubblicato sul proprio sito, ieri OpenAI ha annunciato che nelle prossime settimane inizierà a inserire annunci pubblicitari su ChatGPT. Per il momento si tratta solo di un test, che si limiterà agli Stati Uniti e coinvolgerà esclusivamente gli utenti che hanno sottoscritto i piani di abbonamento Free e Go: quest’ultimo rappresenta un’alternativa a basso costo (8 dollari al mese negli USA) rispetto alle versioni più care della chatbot – Plus, Pro, Business ed Enterprise, che rimarranno ad free – ed è stato anch’esso lanciato ufficialmente in tutto il mondo a partire da ieri.
Durante la fase iniziale la compagnia testerà la comparsa di pubblicità (opportunamente etichettate e segnalate) in fondo alle risposte date da ChatGPT, nei casi in cui i prodotti o i servizi sponsorizzati siano pertinenti alle conversazioni degli utenti. OpenAI assicura, comunque, che gli annunci non influenzeranno mai le risposte dell’intelligenza artificiale e che i dati personali e le chat con l’applicazione non saranno venduti agli inserzionisti. Sarà inoltre sempre possibile disattivare la personalizzazione degli annunci, o in alternativa sottoscrivere un abbonamento senza pubblicità. Saranno esclusi dal test i minori di 18 anni (o chiunque il software ritenga essere minorenne) e non saranno mostrati annunci correlati ad argomenti come salute, salute mentale e politica. L’obiettivo, oltre a “sviluppare nel tempo nuove esperienze che le persone trovino più utili e pertinenti rispetto alle forme di pubblicità tradizionali”, è soprattutto quello di ottenere nuove forme di ricavo: nel 2025 OpenAI ha fatturato circa 13 miliardi di dollari, ma secondo il suo CEO Sam Altman la cifra reale è molto più alta e nel 2027 potrebbe toccare i 100 miliardi.























