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Arrivederci tristezza, di Giovanni Virgilio

Più che un film Virgilio dirige un privatistico esercizio di (auto?)analisi che ammicca alle forme del cinema leggero e personalistico di stampo europeo senza sfiorarlo.

“Che cos’è l’amore”? – si chiede con mestizia il quasi quarantenne Aldo (Alessio Vassallo), seduto sul divano di casa mentre rimugina sull’abbandono della sua storica fidanzata Alessia. Ad accentuare il dolore per la fine della relazione è soprattutto la modalità con cui è avvenuta: l’uomo è, infatti, vittima di ghosting da parte della sua ex-partner, sparita dalla sua vita senza avergli fornito motivazioni e togliendogli, come fosse diventata appunto un fantasma, ogni possibilità di contatto. Aldo cade in una crisi esistenziale talmente profonda da doversi rivolgere allo psicoterapeuta Carlo Bonsalvi (Nino Frassica), il quale non riesce però ad aiutarlo dato che anche lui non ha superato da trent’anni una rottura simile da parte dell’amata Nina. Il comune trauma affettivo fa saltare i ruoli tradizionali di paziente e medico portando i due verso i lidi di un’amicizia stramba ma emozionante che sarà in grado di portarli a salutare, forse definitivamente, la tristezza d’amore…

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Arrivederci tristezza è purtroppo un film che non riesce mai a dare un colpo d’ala all’esiguità di una sceneggiatura che, nonostante la firma a sei mani, ha la consistenza di una pagina Focus sul tema. Alla continua esibizione linguistica dell’unico termine psicologico proposto – il ghosting – non corrisponde mai uno spazio per l’approfondimento terapeutico (il percorso con Bonsalvi è superficiale partendo dal setting sino ai riferimenti al televisivo Paolo Crepet che la quasi totalità dei professionisti difficilmente porrebbe ad egida del proprio operato). Arrivederci tristezza declina allora l’attualità dello spunto iniziale a disdoro di una storia presto banalizzata e, soprattutto, poco empatica di riscatto dal mistero di un allontanamento così netto. Cercando di restare negli angusti limiti di una commedia tutta di superficie, Virgilio si preclude di fatto anche spazi per sbocchi meno prevedibili, come magari poteva essere uno sguardo meno accondiscendente sulla dipendenza affettiva (soltanto nominata en passant) che è la vera malattia che accomuna tutti i tre protagonisti.

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Regia: Giovanni Virgilio
Interpreti: Selene Caramazza, Nino Frassica, Alessio Vassallo
Distribuzione: RS Productions
Durata: 81′
Origine: Italia, 2024

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2
Sending
Il voto dei lettori
3.06 (16 voti)

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