Aspettando la Bardot, di Marco Cervelli

Libera reinterpretazione del capolavoro di Samuel Beckett, in cui 5 attori e un regista sono alla ricerca di qualcosa o qualcuno che li renda felici, appagati, liberi. Tutto ciò allestendo lo spettacolo in un borgo medievale (Tuscania, in provincia di Viterbo), in attesa che alla prima si presenti un noto impresario, al quale ovviamente gli verrà chiesto, per svoltare, il decisivo aiuto promozionale. Lo spettacolo è effettivamente una versione personale di Aspettando Godot, in cui ogni protagonista converge i suoi problemi personali sul proscenio, tanto da mischiare la propria esistenza reale con quella scritta sul copione. Se Godot è diventato la Bardot, è perché sulla scena il fantasma delle illusioni e delle aspettative è interpretato da una donna. Esordio al lungometraggio di Marco Cervelli, autore anche della sceneggiatura. Opera indipendente, low budget, uscita in alcune città italiane (Bologna, Firenze, L’Aquila, Verona, solo il 24 settembre a Mirabella Eclano (AV) e dal 23 al 25 settembre al Nuovo Cinema Aquila di Roma) e naturalmente seguirà un percorso distributivo basato sul “passaparola”. Girata con cura e delicatezza, riesce sicuramente a sostenere i fili dei vari intrecci narrativi che si sovrappongono e stratificano durante una sola notte, vissuta fino alle luci dell’alba.

Se c’è un aspetto che salta agli occhi più di ogni altro è sicuramente quello riguardante il lavoro realizzato con il cast. In effetti, è evidente un amalgama naturale tra gli interpreti che sembra condurre la storia sempre per mano, senza mai abbandonare il richiamo alla commedia sentimentale. Non si sfugge dai dialoghi prolungati, dai confronti a due, sempre molto pericolosi da proporre per renderli credibili. La bravura degli attori e la conduzione registica si dimostrano decisamente all’altezza della situazione, senza sbavature, senza voler strafare, senza eccedere in forzate impostazioni recitative. Anche la caratterizzazione dei personaggi trova delle sfumature condivisibili tra loro, per cui i vari ruoli non si appiattiscono l’uno sull’altro, ma ognuno in fondo trova la propria dimensione riconoscibile. Marco Cervelli, sorvolando la metafora della condizione esistenziale, la solitudine dell’uomo moderno, rievoca con semplicità e rispetto, l’attesa, l’incomunicabilità e la quasi assenza di azione, tipiche espressioni beckettiane, e soprattutto, aprendo e chiudendo ad un passaggio a livello, Aspettando la Bardot si fa commedia in cui non accade nulla per due volte…

Regia: Marco Cervelli
Interpreti: Peppino Mazzotta, Jennifer Mischiati, Désirée Giorgetti, Antonio Palumbo, Nicola Nocella, Angelo Sateriale, Simona Borioni, Martina Tonarelli, Nicholas Gallo, Alessandro Paci
Distribuzione: Stemo Distribuzione
Durata: 83’
Origine: Italia, 2019

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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