Aspiranti Vedovi della commedia all'italiana. Incontro con Massimo Venier, Fabio De Luigi, Luciana Littizzetto, Francesco Brandi

aspirante vedovoLa cosa più giusta la dice il produttore Beppe Caschetto, che ha avuto già più di sei anni fa la benedizione di Dino Risi in persona per questo "omaggio, gesto d'amore" nei confronti de Il vedovo (con Alberto Sordi e Franca Valeri, 1959),  in chiusura di conferenza stampa: "se iniziamo a considerare questi film patrimonio culturale popolare, non ci sembrerà più di trovare nulla di sbagliato nel riprendere e riraccontare queste storie ancora e ancora, ma l'Italia è un Paese mostruosamente ingessato nel 'non si può fare, non si può toccare'…". Intervento di grande lucidità che faceva seguito a quello, più giustamente promozionale, del coproduttore per Rai Cinema, Paolo Del Brocco, che invece considera la commedia all'italiana soprattutto un brand da rispolverare: "ci siamo allontanati per primi dalla commedia caciarona e corale che si fa oggi in Italia per riscoprire una struttura più ancorata al presente e ai meccanismi della commedia di satira sociale propri del nostro cinema del passato: qualcuno doveva pur cominciare!"

Luciana Littizzetto, ma donne come la sua Susanna Almiraghi, così lontane dall'universo femminile che Lei racconta abitualmente nei suoi libri e monologhi, esistono davvero nella nostra società?

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Littizzetto: Susanna è una persona sola che nasconde questa solitudine con il cinismo, l'arrivismo, la spietatezza. Anche Alberto Nardi è quel tipo d'uomo contro il quale di solito mi scaglio nei miei testi. Ma figure come Susanna sono reali, sono quel tipo di donna a cui le tette sono scese sino in basso per trasformarsi in palle. Talmente lontane da me che ho avuto una certa difficoltà iniziale ad accettare il personaggio, che mi è piaciuto interpretare soprattutto perché inserito in una commedia nera e cattiva. 

Venier:
ci siamo ispirati a quelle figure di donne forti che hanno fatto la loro apparizione nella scena politica e industriale italiana degli ultimi anni…Letizia Moratti, la Santanché…volevamo raccontare un'Italia che esiste, una Milano piena zeppa di Alberto Nardi perennemente affogata in cantieri edili aperti, gru, lavori in corso…

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Però il confronto con
 Sordi e Valeri appare comunque inevitabile…

De Luigi:
personalmente ho tentato di tenermi il più possibile lontano dal modello di Sordi: non sono mica pazzo! Gli omaggi sono soprattutto a livello stilistico, alcune sequenze, inquadrature. Ho accettato il ruolo, me ne rendo conto ora, con una certa incoscienza, ma con quella intelligenza che proprio Dino Risi auspicava: quella di sapere di non valere nulla. 

Littizzetto:
 vorrei proprio evitare il confronto, chiaramente per me perdente, con Franca – l'unica cosa che ho potuto fare quando le ho rivelato che stavo lavorando a questo film è stata chiederle scusa. Però credo anche che Aspirante Vedovo, che prende giusto spunto dall'originale di Risi, possa essere un ottimo veicolo per far nascere nei più giovani la curiosità di andarsi a vedere il film del '59.

Venier: chiaramente in molti ci sconsigliavano di imbarcarci in un'operazione simile, ben poco conveniente. Ma quando Caschetto ci ha fatto leggere una storia così bella, con personaggi così pieni di potenziale, abbiamo trovato il coraggio per portare in sala un'operazione del genere, lo ripetiamo lontana da quello che si produce oggi in italia. Magari un nuovo corso della commedia popolare. Con onestà e senza cercare di replicare un capolavoro.

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Brandi: a proposito dei personaggi, il mio è l'unico che nel film originale non c'era, o meglio la sua funzione era assolta da uno zio grasso e vecchio. Ringrazio Venier per chiamarmi sempre a lavorare nei suoi film, e spero di essere stato all'altezza della chiamata con la mia gioventù e magrezza.

Un commento

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    La commedia all'italiana "un brand da rispolverare"????? Ma questi di RAI CINEMA stanno fuori!! Sono 40 anni che facciamo solo commedie!!! Aridatece i Sordi del canone