La donna dei record dello spazio. Incontro con Samantha Cristoforetti e il cast

Grande assente questa mattina alla Casa del Cinema di Roma Samantha Cristoforetti, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e pilota dell’Aeronautica militare che ha trascorso 200 giorni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale con la missione “Futura”, nonché protagonista del film a lei dedicato Astrosamantha – La donna dei record nello spazio, evento speciale nel cinema il 1 e 2 marzo. E tuttavia non sono state certo l’influenza passeggera o l’assenza di voce a impedire ad Astrosamatha di rispondere alle domande dei giornalisti: l’incontro è avvenuto in collegamento via Skype e la Cristoforetti ha risposto alle domande scrivendo. Questo strano incontro pervaso di insolita tecnologia dal sapore internazionale che l’astronauta porta con sé, è stato corredato dalla presenza in sala di Giancarlo Giannini, voce narrante, e del regista del documentario Gianluca Cerasola (The Diving Women – documentario su delle ultrasettantenni apneiste coreane -, La questione nucleare).

Il film segue gli ultimi tre anni della vita professionale di Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana nello spazio che detiene, tra le donne europee, il primato dei giorni consecutivi di permanenza ultraterrena: si seguono le diverse fasi di preparazione e di addestramento per la missione, condivisa con due colleghi, fino al lancio, passando per la permanenza nella Stazione e poi al rientro sulla Terra.

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Il dialogo con i giornalisti è stato contrassegnato dalla curiosità e dalla meraviglia: le è stato chiesto se avesse mai provato paura – assolutamente no, anzi al momento del lancio i sentimenti erano quelli di gioia e serenità -, se lo spazio le manchi – cerca di non pensarci troppo.. – e se desidererebbe tornarci – subito!-. Si è parlato dell’emozione derivante dal meraviglioso panorama che si può osservare dallo spazio, Samantha ha raccontato di quanto sia stato strepitoso osservare, in fase di avvicinamento, i grandi pannelli solari della Stazione Spaziale definita “un’opera tecnologica ma dalla bellezza struggente”.

 

 

Piuttosto interessante è stata la riflessione circa l’attenzione data al suo esser donna. Il regista ha detto “Samantha si arrabbia se si parla di uomo e donna, l’addestramento è uguale, ci sono gli stessi vantaggi e svantaggi”, e infatti la Cristoforetti, interrogata su quali aspetti del suo essere femminile avesse portato con sé lassù, ha risposto “non so quali elementi di me dipendano specificamente dal mio essere donna pertanto non so rispondere”, determinando categoricamente il superamento di simili differenze e di simili discorsi. Anche per questo Samantha, insignita dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce, la più alta dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, dovrebbe essere un modello di riferimento per tutti, uomini e donne, più e meno giovani.

In conclusione, il regista ha raccontato di quanto sia stato complicato organizzare le riprese, soprattutto a causa dei permessi necessari per avere accesso con le telecamere in luoghi solitamente blindati ed esclusi alla visione pubblica – e infatti questo documentario è l’unica produzione cinematografica ad avervi avuto accesso.

A commento del tutto, Giancarlo Giannini ha detto di stimare l’astronauta, di aver desiderato in passato di lavorare nell’aeronautica e nell’elettronica ma di “essersi trovato”, poi, a fare l’attore.