"Atto di Forza – Total Recall", di Len Wiseman

Total Recall Atto di forzaIn origine c’è non soltanto il cult-movie di Paul Verhoeven, interpretato da Schwarzenegger nel 1990, ma anche e soprattutto una novella di Philip K. Dick intitolata emblematicamente We can remember it for you wholesale, ennesima e geniale digressione dello scrittore americano su tematiche estremamente care alla sua poetica quali il ruolo subalterno dei cittadini nella società nel futuro, l’ossessione per il controllo e per il complotto politico, ma soprattutto l’impalpabile confine paranoide tra realtà e sogno. È proprio attorno a quest’ultimo punto che ruota la rivisitazione di Len Wiseman, il cui modello di riferimento diventa immediatamente il testo dickiano, smarcando i riferimenti cinefili al precedente Total Recall sin dall’ambientazione, che da Marte passa al pianeta Terra, dove la civiltà umana sopravvissuta a una distruzione nucleare è racchiusa in due nazioni: La Colonia e la Confederazione di Britannia. Douglas Quaid è un operaio della Colonia che lavora in fabbrica a costruire droidi militari per il cancelliere Cohagen. Sposato da anni con Lori, è ossessionato da incubi in cui recita il ruolo di un agente segreto in fuga. Desideroso di vivere un’avventura mentale che lo distolga dalla routine della sua esistenza, si imbatte un giorno nella Rekall, una società specializzata nell’impiantare una memoria artificiale ai suoi clienti. Qualcosa però non funziona. Durante la procedura Quaid viene infatti circondato da squadre speciali e costretto a fuggire.

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Pur non godendo della febbrile plasticità visiva del film di Verhoeven (che rimane autore di livello superiore), il remake di Wiseman gioca la carte dell’excursus cinematografico con la consapevolezza che adattare Dick significa ormai attraversare mezzo secolo di cinema e di iconografica fantascientifica. Ecco allora che la Colonia del film non fa troppa fatica ad assomigliare alla Los Angeles del Blade Runner di Ridley Scott o alle metropoli notturne ora esotiche ora apocalitticamente postmoderne dell’ultima trilogia di Star Wars di George Lucas – di cui soprattutto L’attacco dei cloni sembra essere un referente estremamente vivo nelle immagini di Len Wiseman. Quest’ultimo rispetto ad altre opere precedenti sorprende per sensibilità visiva e per la tenacia con cui neutralizza il machismo di Farrell – che continua a essere attore sottovalutato e perfettamente a suo agio qui nell’impersonare il disorientamento passivo e malinconico degli antieroi dickiani – “schiacciandolo” in una doppia identità che trova il suo rispecchiamento erotico nella altrettanto doppia femminilità incarnata dai personaggi di Lori e Melina. Il triangolo tra i personaggi trova così la giusta sensualità in una vorticosità action che utilizza tutti gli stilemi a disposizione (inseguimenti auto volanti, corpi a corpo, scontri a fuoco), fino all’epilogo hollywoodiano che rilancia l’ambiguità percettiva che tutto sia figlio della mente di Quaid. Che sia per merito di Dick, Farrell o dei 200 milioni di dollari di budget, in fin dei conti Wiseman porta a casa il suo film migliore, sebbene la sua firma si avvicini più alla medietà del bravo scolaro che a quella del cineasta capace di creare emozione pura.

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Titolo originale: Total Recall

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Regia: Len Wiseman
Interpreti: Colin Farrell, Jessica Biel, Kate Beckinsale, Bryan Cranston
Distribuzione: Warner
Durata: 120'
Origine: USA 2012