Battle of the Year – La vittoria è in ballo, di Benson Lee

battle of the year
Basato sull'omonimo pluripremiato documentario Planet B-Boy, girato nel 2007 dallo stesso regista Benson Lee. Opera incentrata sullo spirito di gruppo, che ormai gli Stati Uniti sembrano aver smarrito, per lasciare spazio all’egoismo, alla voglia sfrenata di sopraffare l’altro, senza rispetto. Alle Olimpiadi della breakdance che si svolgono ogni anno in Francia, il paese stelle e strisce, patria del B-Boying, vuole esserci e ritornare il più forte dopo tanti anni di astinenza

battle of the yearAlle Olimpiadi della breakdance che si svolgono ogni anno in Francia, gli Stati Uniti, patria del B-Boying, vogliono esserci e ritornare i più forti dopo tanti anni di astinenza. Quindici anni di attesa, tra sconfitte e delusioni, ma ora il sogno di Dante (Laz Alonso), ex b-boy, ora magnate dell'hip hop, è di riportare la vittoria a casa. Convinto che l'allenatore giusto possa fare di qualsiasi gruppo una squadra vincente, chiama l'amico Blake (Josh Holloway), ex allenatore di basket, da due anni in depressione e con problemi di alcool, per la morte di sua moglie e suo figlio in un incidente stradale. Blake, dopo qualche titubanza, accetta l’incarico e decide di selezionati i migliori b-boys del Paese, a tre mesi dal campionato internazionale. Blake dovrà riuscire a fare di questo gruppo informe, dove ognuno a livello individuale è un vero talento, una squadra compatta e vincente. Il film è basato sull'omonimo pluripremiato documentario Planet B-Boy, girato nel 2007 dallo stesso regista Benson Lee.

 

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RIFF AWARDS 2020

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battle of the yearOpera incentrata sullo spirito di gruppo, che ormai gli Stati Uniti sembrano aver smarrito, per lasciare spazio all’egoismo, alla voglia sfrenata di sopraffare l’altro, senza rispetto. A pochi giorni dalla scomparsa di Mandela, il messaggio lanciato sembra essere in linea con i principi della convivenza e del perdono di Madiba. Carico di scene di ballo sfrenato, con poco spazio comunque alla caratterizzazione di relazioni umane, tra uomini disperatamente alla ricerca di un riscatto e di un’ultima possibilità per emergere o riemergere. Blake non è certamente Brad Pitt di Moneyball – L'arte di vincere, in cui si "mostra" il suono della sconfitta, prima ancora del frastuono della vittoria, ma forse la cosa più interessante di tutto il film è l’uso di automatismi ben consolidati, come fossero schemi di gioco, come fossero geometrie studiate. Forse la prima parte è migliore della seconda, in cui si eccede troppo in sentimentalismi e soluzioni di sceneggiatura scontate (vedi l'infortunio a pochi giorni dalla gara di Rooster, il miglior ballerino della squadra). In fondo però, tutto è godibile e probabilmente bisognerà attendere il seguito. Nella società ultracompetitiva che prova a descrivere il regista coreano-americano, dove appunto dietro le coreografie di ballo, ci sembra di precipitare nel vuoto, non si lascia molto spazio nel rievocare C'era una volta un'estate o Step up, seguendo il sentiero tracciato dalla capoeira brasiliana. C'è solo voglia di raccontare e raccontarsi (ad un certo punto l'autoreferenzialità del regista lo spinge a pubblicizzare all'interno del film anche il suo precedente e fortunato documentario sull'argomento) un mondo frenetico che non si stacca dalla terra, e quando ci prova, per qualche fugace piroetta destabilazzante, il rischio è quello di farsi male sul serio. 

 

Titolo Originale: Battle of the Year-The Dream Team
Regia: Benson Lee
Interpreti: Josh Holloway, Josh Peck, Chris Brown, Laz Alonso, Caity Lotz, Terrence Jenkins, Weronica Rosati 
Origine: USA, 2013
Distribuzione: Warner Bros Italia
Durata: 109'

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