Bella e perduta. Incontro con Pietro Marcello

Si è tenuta questa mattina al Cinema Adriano di Roma la conferenza stampa di Bella e perduta, ultima fatica di Pietro Marcello. Il film, nato dalla collaborazione tra Avventurosa e Rai Cinema, è stato presentato al Festival di Locarno e uscirà giovedì 19 novembre distribuito da Istituto Luce Cinecittà. Il 18 novembre sarà presentato in anteprima italiana come film di pre-apertura del Torino Film Festival. Oltre al regista, alla conferenza erano presenti Paola Malanga (vicedirettore di Rai Cinema), Enrico Bufalini (direttore area cinema e archivio luce per Istituto Luce Cinecittà), il protagonista Sergio Vitolo e lo sceneggiatore Maurizio Braucci.

“È stata una produzione lunga e travagliata,” spiega Pietro Marcello, “siamo partiti da un’idea ben precisa che doveva essere un viaggio in Italia sulla scia dell’inchiesta della Reggia di Carditello, ma il nostro pastore è morto e ci siamo interrogati sulla questione morale”. Dunque la genesi del progetto era di ben altra struttura, incentrata sulla figura di Tommaso Cestrone, l’Angelo di Carditiello e le sue attività di volontariato presso la reggia. “Con la morte di Tommaso abbiamo deciso di continuare comunque, abbiamo pensato al realismo magico, alla fiaba, questo grazie a Maurizio che ha lavorato alla scrittura del film. L’imprevisto è stato tale che ha cambiato la storia del filmÈ possibile che questo posto sia finito in mano a un pastore ignorante che ama la bellezza ma non sa dare una risposta a tutto ciò? È questo il paradosso della storia”. 

bella e perdutaIl rapporto tra passato e attualità in relazione all’uso del 16 mm: “Ho cominciato con il digitale, ma preferisco la pellicola da quando l’ho scoperta. Fin quando la potrò usare la userò. Non sono affatto contrario, sicuramente farò film in digitale”.

Sulla scelta di Pulcinella e cosa rappresenta interviene lo sceneggiatore Maurizio Braucci“In base a una ricerca iconografica, più anticamente della commedia dell’arte, Pulcinella rappresentava l’intermediario tra i vivi e i morti. Abbiamo recuperato un’arcaicità, il rapporto con la tradizione. Dunque Pulcinella è in realtà il destinatario della lettera scritta da Tommaso Cestrone, che chiede di mettere in salvo il bufalo Sarchiapone. Pulcinella è stato scelto perché incarna il ruolo archetipico della Terra, che getta la maschera e sceglie il libero arbitrio. Si tratta di un rapporto, dunque, tra la natura e lo scempio: di sviluppo senza progresso, per citare Pasolini”.

A proposito del percorso creativo e produttivo…

Pietro Marcello, che ringrazia la Cineteca di Bologna per il contributo al progetto: “L’approccio al film è nato dall’inchiesta. C’è tanto materiale che è rimasto fuori scena, ma il film si è completato da solo. Con la morte di Tommaso, l’inchiesta è diventata fiaba, e questo è avvenuto anche grazie alla scrittura. Bisogna dire che questo è un film indipendente ed è per questo che ci siamo permessi certe libertà”.

Enrico Bufalini“Il rapporto con la Reggia di Carditello nasce dall’interessamento del ministro Bray per il recupero di questo spazio, anche simbolicamente sottratto per quello che ha rappresentato per la sua recente storia, e ci è sembrato molto importante partecipare e distribuire nell’ottica di sostegno dei giovani autori (opere prime e seconde sostenute dal Ministero) e puntare in questo film”.