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Ben Stiller contro la Casa Bianca: “La guerra non è un film”

L’attore denuncia l’uso di una clip di Tropic Thunder nei social della Casa Bianca. Non è un caso isolato: artisti e marchi contestano sempre più spesso l’uso delle loro opere per propaganda politica

Ben Stiller non ha trattenuto la sua indignazione e ha denunciato l’uso non autorizzato di una clip del suo film Tropic Thunder sui social della Casa Bianca, in un post accompagnato dalla frase “Giustizia all’americana”. “Ehi Casa Bianca, per favore rimuovi la clip di Tropic Thunder. Non vi abbiamo mai dato il permesso e non abbiamo alcun interesse a far parte della vostra macchina propagandistica. La guerra non è un film”, ha scritto Stiller su X, smascherando un uso dei contenuti culturali a fini politici che molti altri artisti giudicano inaccettabile. Il post includeva anche spezzoni di Braveheart, Top Gun, Superman, Transformers, Iron Man 2 e Star Wars: Gli ultimi Jedi, trasformando senza autorizzazione la cultura pop in strumenti di propaganda.

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Lo scandalo ha visto coinvolti anche artisti come Taylor Swift, Sabrina Carpenter e Kenny Loggins, compositore di Top Gun il quale ha dichiarato: “Si tratta di un uso non autorizzato della mia esecuzione di Danger Zone. Nessuno mi ha chiesto il permesso, che avrei negato”. Tra i marchi coinvolti, anche Pokémon, di cui Trump aveva utilizzato la sigla e lo slogan “Gotta catch ‘em all” in un video che mostrava arresti effettuati dalla polizia di frontiera e dagli agenti dell’immigrazione. La portavoce Sravanthi Dev ha dichiarato: “Non siamo stati coinvolti nella sua creazione o distribuzione e non è stata concessa alcuna autorizzazione per l’utilizzo della nostra proprietà intellettuale. La nostra missione è unire il mondo e questa missione non è affiliata ad alcuna visione o programma politico”.
Questi episodi evidenziano come contenuti culturali vengano utilizzati senza alcun permesso, strumentalizzando l’opera per finalità politiche. La portavoce dei social Abigail Jackson si è giustificata dicendo di aver sviluppato una strategia social basata su meme e contenuti virali. Ha spiegato: “Attraverso post coinvolgenti e meme di successo, stiamo comunicando il programma del Presidente”. Un altro esempio estremo riguarda un video pubblicato su X che combinava riprese reali di operazioni militari con immagini del videogioco Call of Duty: Modern Warfare III. Chance Glasco, co-fondatore della serie, ha denunciato l’uso del linguaggio dei videogiochi per spettacolarizzare un conflitto reale, trasformando la realtà in intrattenimento.
L’indignazione degli autori solleva una domanda: fino a che punto può spingersi un account governativo nell’appropriarsi di contenuti culturali senza autorizzazione?

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