Benedetta Porcaroli: ritratto di una metamorfosi
In occasione dell’uscita al cinema de Il rapimento di Arabella, ripercorriamo la carriera dell’attrice che continua a interrogare i personaggi femminili, scoprendone fragilità, desideri e zone d’ombra
Un percorso giovane, ma già stratificato, quello di Benedetta Porcaroli, iniziato in tv. “Un’amica di mia madre è agente di cinema. Mi chiese: ti va di fare un provino? Mi ritrovai in Tutto può succedere.”. Nata a Roma l’11 giugno 1998, a 27 anni è stata in sedici film e quattro serie, attratta da ruoli femminili intensi, complessi e dolorosi. L’ultimo, quello di Holly ne Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli, le è valso il Premio Orizzonti alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia. Nel film, ora al cinema, è una giovane insoddisfatta, che, dopo l’incontro con Arabella, bimba scappata di casa, pensa di essersi ritrovata, specchiandosi in lei.
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Aveva definito Cavalli a Repubblica “La mia regista“, “La amo perché riesce a collocare personaggi profondi, con sentimenti reali come la fatica dell’essere visti, la non accettazione di sé, la solitudine, in uno spazio-tempo che esiste, ma non esiste: uno spazio tragico”. Anche in Amanda (2022), debutto di Cavalli, era la protagonista in conflitto con la famiglia e alla ricerca di un equilibrio attraverso l’amicizia. Porcaroli ricerca spesso ruoli dominati da conflitti, difficoltà ad integrarsi, ad avere rapporti sani, d’amore o d’amicizia. A diciott’anni l’abbiamo vista in Baby (2018-2020) nel ruolo di Chiara, figlia di una famiglia dei Parioli, la quale, dopo l’incontro con Ludovica, di classe sociale opposta, viene introdotta con lei in un giro di prostituzione minorile.
La serie si rifaceva al vero scandalo delle Baby squillo dei Parioli risalente al 2013: punto di svolta per la carriera dell’attrice di Roma Nord, che ha vissuto da vicino la vicenda. “L’ambiente è classista, la media borghesia dove tutto sembra che funzioni alla perfezione, ma non è così. L’ho raccontato in due film, il vuoto cosmico in un’età delicata di passaggio, quando basta poco per andare alla deriva. Abbiamo raccontato la mancanza di dialogo tra genitori e figli, la tragedia della borghesia assente.“. Parlando delle protagoniste reali della vicenda, aggiunge: “Ci si vedeva la sera nei locali, ci salutavamo. Non sapevo cosa ci fosse dietro. Erano tranquille, diverse da come appaiono nella serie. Quando è venuto fuori lo scandalo mi è preso un colpo. Quei due film sono due facce della stessa medaglia, dal punto di vista femminile e maschile. Perché dietro il massacro del Circeo c’è il disprezzo“. L’attrice si riferisce a La scuola cattolica (2021) di Stefano Mordini, che ripercorre le pagine buie del Massacro del Circeo raccontate nel romanzo di Albinati. L’attrice è Donatella Colasanti, vittima, insieme a Rosaria Lopez – che perse la vita – dei violentatori, appartenenti, a differenza delle ragazze, alla “Roma bene”. Il ruolo ha lasciato un segno nell’attrice, contrariata dal divieto ai minori imposto al film. Invitata al Liceo Classico Tito Lucrezio Caro di Roma per la Giornata contro la violenza sulle donne, aveva detto ai ragazzi: “Donatella rappresenta il diritto di essere innocente, il diritto per una ragazza di salire in macchina di ragazzi che magari non conosci benissimo, di farci anche l’amore se vuoi, senza dover per questo essere ammazzata“.
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Interpretazioni chiave come queste hanno portato l’attrice su altri ruoli psicologicamente analitici, in cui scelte, necessità, fragilità e motivazioni si intersecano. Nel 2020, è in 18 regali, di Francesco Amato, ispirato alla vera Elisa Girotto, scomparsa nel 2019. Nel film Elisa (Vittoria Puccini), affetta da un tumore al seno, prima di morire stila una lista di regali per rimanere nella vita della figlia Anna (Porcaroli), fino alla maggiore età. Il confronto con il lutto e con la necessità di ripercorrere il passato, di tornare alle origini, si aggiunge al suo bagaglio attoriale. “Credo che il film sia la metafora del processo di metabolizzazione di un lutto, il mio personaggio rifiuta l’idea di aver subito questa ingiustizia, ha una rabbia che non è risolta (…) poi matura, impara a dare valore alla vita“, spiega l’attrice a Coming Soon.
Nel 2021, attratta, dopo i precedenti, da un ruolo meno drammatico, entra nel cast di 7 donne e un mistero, giallo comedy remake di 8 donne e un mistero (2002) di Ozon, scritto e diretto da Alessandro Genovesi, in cui fa amicizia con molte attrici, tra cui Ornella Vanoni. “Mi chiama la mia bambina, parliamo d’amore“, raccontava al Corriere ai tempi del film. Nwl 2022 è sul set di L’ombra del giorno di Giuseppe Piccioni, in cui interpreta Anna/Esther, giovane ebrea che nasconde la propria identità trovando lavoro presso un ex reduce di guerra con simpatie fasciste, interpretato da Riccardo Scamarcio.
Nel 2023, poi, torna sul grande schermo con Il Vangelo secondo Maria, di Paolo Zucca, dove il personaggio di Maria viene rappresentato non nella sua caratterizzazione classica, ma nel suo ruolo di donna. Ribelle, coraggiosa, Maria non accetta le limitazioni dell’epoca in cui vive. È in conflitto anche con Dio stesso. Durante un’intervista a Roma Today, Porcaroli ha definito il film, tratto dal romanzo di Barbara Alberti, con Alessandro Gassman nel ruolo di Giuseppe: “Un’occasione unica”; “Il libro descrive la storia struggente di una donna reale, che non può essere padrona del proprio destino: ma alla fine l’amore ci salva“.
Dopo Maria, nel 2024 entra nel cast del suo primo horror, anch’esso a tema religioso, la sua prima produzione estera. È Immaculate, di Michael Mohan. “Sono una grande fan degli horror d’autore, e poi mi piace molto diversificare i ruoli, i generi, potermi misurare con diverse realtà“, spiega l’attrice a Filming Italy Los Angeles. In un convento disperso nella campagna romana, teatro di torture ed esperimenti, le suore sono vittime silenziose e complici omertose. Porcaroli è una suora ribelle, Gwen, personaggio chiave per la salvezza di Cecilia (Sydney Sweeney). Le attrici hanno in comune il genere di esordio: “Lei ha girato Euphoria quando noi abbiamo girato Baby. Pur non conoscendoci sapevamo che questi due teen drama erano usciti nello stesso periodo”, spiega l’attrice a Movieplayer.
Il rapimento di Arabella non è il solo film presentato a Venezia quest’anno che la vede protagonista, è anche in Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli, ancora di Piccioni, nel ruolo di una delle due sorelle del poeta. Sui film storici l’attrice ha affermato in un’intervista a Hot Corn: “Il cinema ha questo grande potere di avvicinare le persone a storie che sembrano lontane, in questo è forse il mezzo più potente che c’è.”
Insomma, Porcaroli sembra aver trovato la sua dimensione nel cinema d’autore indipendente, in ruoli riflessivi e sfidanti e nelle loro zone d’ombra. Nel 2023 viene selezionata dalla European Shooting Stars, piattaforma di lancio di attori europei emergenti della Berlinale, grazie al ruolo in Amanda. Nonostante i riconoscimenti, non si tira indietro di fronte ai film d’esordio – ha terminato a Cuneo le riprese di 7 anniversari, opera prima di Sabrina Iannucci – come non rinuncia alle grandi produzioni. Pare che scelga i ruoli per meglio affinare le sue capacità interpretative, con personaggi mai banali. La breve, ma intensa, carriera dell’attrice, costellata di scelte mature, rende chiara la sua volontà di misurarsi con se stessa in una dimensione ogni volta diversa.





























