Bergamo Film Meeting 32 – Dirk Bogarde, il diavolo nello specchio

ProvidenceProtagonista di una maestosa retrospettiva a lui dedicata, Dirk Bogarde è stato uno dei grandi interpreti della storia del cinema e, in piccolo, della 32esima edizione del Bergamo Film Meeting nel quale è stato proiettato un vastissimo numero di suoi film, a partire dagli esordi fino a  Providence del compianto Alain Resnais e Despair di Fassbinder.

La giovinezza di Bogarde è segnata da una dura esperienza nel conflitto mondiale: infatti presta servizio militare in guerra, raggiunge il grado di capitano ma viene fatto prigioniero dall'esercito tedesco che lo costringerà in un campo di concentramento.

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A proposito della disumanità e dell’orrore sperimentati durante la prigionia dirà che piuttosto che trovarsi in ascensore con un tedesco, preferiva fare le scale a piedi.

La lunga carriera di Bogarde nel mondo dello spettacolo prende avvio all’età di 26 anni grazie a sua madre, l’attrice Margaret Niven, che gli permetterà di essere ingaggiato dall’industria cinematografica Rank Organisation, con la quale collaborerà per 14 anni, dal 1947 al 1960. Il primo ruolo da protagonista è quello del giovane criminale Riley in Tragica incertezza di Terence Fisher, parte che ritornerà spesso nei film successivi: infatti Bogarde è un testimone perfetto del nuovo cinema inglese, con i suoi personaggi tormentati, dalle sfumature aggressive e complesse, criminali disadattati ma teneri, dagli accenti nevrotici e spesso ambigui.

Il primo grande ruolo viene con I giovani uccidono di Basil Dearden, in cui Bogarde è il maligno capogang che spara al bravo tenente Dixon (che poi avrà un seguito in una fortunatissima serie tv).

Il servoE’ poi protagonista de La colpa del marinaio di Charles Crichton, in cui è un fuggiasco al fianco di un bambino dapprima temuto in quanto potenziale testimone di un assassinio da lui commesso ma poi amico. Da questo film si palesa la capacità dell’attore di lavorare al fianco dei bambini, verso i quali riesce a rappresentare una figura paterna ma nello stesso tempo fraterna, con l’apice nel morboso e ossessivo Tutte le sere alle nove (1967) di Jack Clayton nel quale tra lui e 6 bambini si istaura un rapporto di vittima/carnefice, non del tutto dissimile da quella de Il servo.

Ancora, è coinvolto nel grandissimo successo Quattro in medicina, ambientato tra gli studenti di medicina in un grande ospedale a Londra. Il film avrà 6 sequel di cui tre con lo stesso Bogarde. 

Nel 1955 è protagonista di Un dottore in alto mare con Brigitte Bardot, film che lo assimilerà al ruolo dello scapolo d'oro inglese degli anni cinquanta, ruolo che gli sarà stretto ma che non rinnegherà.

despairNel 1961 interpreta uno dei ruoli più coraggiosi di tutta la sua carriera: solo nel 1967, infatti, in Inghilterra l’omosessualità è stata decriminalizzata, anche grazie alle conseguenze di questo film nell’opinione pubblica. Si tratta de La vittima di Basil Dearden, in cui Bogarde interpreta l’avvocato londinese Melville Far, potenzialmente omosessuale, che a seguito del suicidio di un suo giovane amico, mette in gioco la sua carriera e il suo matrimonio identificando e denunciando i ricattatori. La parte dell’omosessuale, soprattutto in chiave ambigua e latente, ha caratterizzato spesso i suoi ruoli tanto che si è molto chiacchierato della sua lunga convivenza con il manager Tony Forwood. Le voci sulla sua presunta omosessualità sono sempre state smentite dall'attore, che ha parlato di Forwood come un buon amico, con cui ha condiviso due residenze e che ha assistito fino alla morte.

L’interpretazione che lo consacra definitivamente è quella de Il servo di Joseph Losey (con il quale avvierà una collaborazione – Per il re e per la patria; Modesty Blaise, la bellissima che uccide; L’incidente -, oltre che una grande amicizia). In questo film interpreta il cameriere Hugo Barrett a servizio del ricco e nobile Tony Mounset, di indole debole, il cui ruolo dominante sarà rovesciato dal cameriere manipolatore e dalla sua amante. Il film rappresenta uno dei più grandi ritratti della malattia della borghesia contemporanea, della sua volgarità e aggressività, delle sue ossessioni, perfettamente incarnate in quel che succede nella perfetta dimora di Mounset.

Successivamente lo troviamo in Darling di John Schlesinger, Providence di Alain Resnais e Despair di Fassbinder: grandiosi ruoli che sfruttano la maturità di un volto tanto complesso, ambiguo e pericolosamente affascinante.

Bogarde è stato attivo anche nel cinema italiano: lo troviamo ne La caduta degli Dei e Morte a Venezia di Luchino Visconti e ne Il portiere di notte del di Liliana Cavani.

Daddy Nostalgie (1990) di Bertrand Tavernier è il suo ultimo film. Dedicherà i restanti anni della sua vita (muore a 78 anni per infarto, nel 1999) alla scrittura di sette romanzi e di una ricca autobiografia.